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Videogiochi e Violenza: il punto di vista di chi ne usufruisce.

Premessa: non solo lamentazioni su questo blog, d’altronde non è lo scopo principale raccogliere gli sfoghi. Ma procediamo con l’articolo adesso.

Chi come me ha vissuto (e sta vivendo) il mondo dei videogiochi con regolare passione ed informazione, sa bene che almeno una volta nella vita avrà sentito frasi del tipo: “ancora perdi tempo con queste cose da bambini?” o “smettila di friggerti il cervello”.
Luoghi comuni che oramai sono entrati regolarmente nella nostra vita di tutti i giorni. Nonostante i tempi cambino, ancora oggi si sentono queste frasi verso coloro che ne usufruiscono.

Questo perchè i Media (la televisione sopratutto, in quanto è il mezzo più diffuso nel nostro paese e nel resto del mondo) ancora dipingono i videogiochi un “passatempo per bambini” ed un mezzo che istiga alla violenza spregiudicata.

Un chiaro esempio di quest’ultima affermazione è “l’attacco” (ma potrebbe persino trattarsi di grande pubblicità per la Rockstar Games) dei giornalisti sull’uscita di Grand Theft Auto 4 (nominato “Gran Tèft Oto Fòr” oppure “Gran Tift Auto quattro”) da parte dei nostri carissimi telegiornali nazionali (vedere: TG1 TG2 StudioAperto).

Tralasciando la qualità delle suddette strisce d’informazione (personalmente Studio Aperto in particolare non è definibile un mezzo per veicolare notizie), si notano generalmente due cose da questi servizi:

1)Il livello di superficialità e disinformazione sull’argomento, limitandosi ad attaccare e sparare a zero, senza cognizione di causa, non sapendo di cosa si tratta.

2)Coloro che scrivono questi servizi definirebbero violento persino il povero Tetris (ma ci pensate? dei blocchi di mattoni che cadono dall’alto nel capo alle persone! VIOLENTISSIMO).

tetrisviolence.gif

Io da videogiocatore mi sono sempre chiesto cos’è che spinge tutto questo…una semi-risposta me la son trovata, e tenterò di articolarla.

E’ chiaro che vige sul nostro passatempo preferito una grande ignoranza da parte di persone comuni e media, tanto da condannarli nelle situazioni di grande disagio sociale o nel caso in cui vi siano fatti violenti di cronaca (uno su tutti la macabra strage alla scuola superiore di Columbine, tanto per dirne una). Queste considerazioni, in una società che si dovrebbe definire civile, non avrebbero ragione di esistere.
La storia c’insegna che poche cose sono destinate ad andare bene, ma altre non mutano. Pertanto nei tempi moderni, i videogiochi sono, a detta del governo e delle Associazioni megagalattiche rappresentanti famiglie, bambini ed insegnanti, il male più assoluto.
Vengono utilizzati e demonizzati come scaricabarile per celare una tremenda verità.
La negligenza all’educazione dei propri figli.
Di tutte le notizie che si proclamano contro i videogiochi si nota sempre un minimo comun denominatore: lo stato dovrebbe sostituirsi ai genitori, cosa che non può in alcun modo accadere.
Le istituzioni possono dare una mano agli educatori attraverso iniziative magari informandosi riguardante i sistemi di classificazione dei videogiochi, cosa sono, a chi sono indirizzati certi prodotti e cosa vogliono dire i simboli stampati nelle confezioni.
Il nostro (ottimo aggiungerei) sistema di classificazione è il PEGI (Pan European Game Information) che dà un’idea ai potenziali acquirenti di capire il contenuto dell’opera, riportando l’età consigliata e la tipologia dei contenuti stessi.
Un genitore dovrebbe avere la premura d’informarsi su cosa guardano i propri figli in televisione (media assai discutibile per il sottoscritto, almeno quella italiana) o su cosa fanno con computer o console, d’altronde farebbe parte del processo di crescita corretto.
Ma evidentemente non è così, tra una cosa e l’altra sembra ci sia sempre meno tempo da dedicare alla prole. Quindi la cosa più facile è quella di parcheggiarli davanti ad una scatola completamente da soli, senza un minimo di giudizio e controllo.

Adesso avrò contato soltanto il ruolo dei genitori (che ritengo fondamentale), ma c’è anche un altro fattore da considerare: la psiche di una persona.
Ognuno di noi reagisce ai vari stimoli che la vita ci propone tutti i giorni in maniera diversa. E’ chiaro che un videogioco è un media decisamente più coinvolgente (non sempre comunque) rispetto ad un film, visto che ti trovi ad interagire con esso.
Questo potrebbe a volte condizionare la mente o mettere in testa strane idee, ma è chiaro che si tratta di mancanza di fondamenti, più che colpa del videogioco che l’ha indotto a pazzia o comportamenti strani.
Ma questo sembra non penetrare nei media.
E le polemiche continuano inesorabili, mentre noi, popolo di videogiocatori, imbracciamo il Joypad per fare una semplice partita che non uccide nessuno. Al massimo ci alleggerisce il portafoglio, per portarci ore di sollievo :)
E il consiglio che dò a tutti i futuri genitori (anche se io non lo sono) è questo: prendete anche voi il pad in mano, giocate insieme ai vostri pargoli e dedicate loro molte attenzioni cercando di indirizzarli sulla buona strada. E’ un modo per trovare armonia in famiglia, e conta veramente tanto, molto più di quanto crediate.

7 commenti

  1. TheCorpseMan666 scrive:

    Ti do pienamente ragione! Trattano i giochi come se fossero bombe che da un momento all’altro potrebbero esplodere, ma non si accorgono che è il loro piccolo cervellletto che esplode, perchè loro di questi”demoni” non ne sanno proprio una mazza!

  2. Excel scrive:

    Hail!

    Mio padre adorava i videogiochi e ce li comprava lui…infatti giocavamo sempre assieme prima ( specialmente a Sonic, Jet Set Radio, Rayman, Speed Devils, Dead or Alive 2)…mi ricordo che io trovavo nascosti i giochi di Resident evil 2 e The house of the dead 2. Lui li rinascondeva e diceva che facevano paura xDD ( AVEVA RAGIOOONE xD ). Un papà lol.

    Eh si, concordo con tutto quello che hai scritto.
    Ma pensa che se una è femmina gli viene detto addirittura: ” I videogiochi son cose per maschi! Non sei femminile! Perchè perdi tempo con le cose per i maschi?”. BAH. Striunze.
    Insomma, sempre polemiche che non hanno nè capo nè coda. Basta che una persona sia leggermente diversa ed ecco che piombano sulla capeza tutti sti commenti.

    Poi per il fatto che i videogames sono violenti e che istigano alla violenza…bah a me non pare.
    Se fosse così TUTTO istigherebbe alla violenza e a compiere atti strani.
    Allora una persona non dovrebbe vedere Film, non dovrebbe leggere Libri, non dovrebbe ascoltare la musica, non dovrebbe leggere i Fumetti … non dovrebbe interessarsi a niente. ( Eh che bella vita =D )
    Giustamente alle persone che giocano in tenera età và data un’istruzione che insegna che la violenza è sbagliata ( o altri atti di sinistra intenzione).

    Pensiamo ai Pokémon: un bambino si gettò fuori di finestra uccidendosi perchè credeva di essere Piggiotto(non so come si scrive)!
    Pensiamo a Batman: Mio fratello stava per buttarsi di sotto dal balcone ( io lo stavo aiutando pure :asd: ) credendo di essere Bat-man! ( Meno male che mia madre ci vide e venne da noi… quante ce ne urlò!! )

    Io credo che tutto derivi da quei due fattori che hai Elencato. :sisi:
    Passo e chiudo, son stanchissima xD
    Ciau e Tatanka!
    p.s. Scusate errori grammaticali e frasi sconnesse ^^

  3. Ryuk scrive:

    Quoto col discorso che ha fatto Excel…
    Per una mente squilibrata qualsiasi cosa può essere “fonte di ispirazione” per atti criminosi, sia esso un libro, un film, una canzone o un gioco.
    Quando si parla di bambini è fondamentale che i parenti stiano vicino ai propri figli e li aiutino a non interpretare in maniera scorretta certi messaggi. Fa parte dell’istruzione basilare ed è il punto base dell’essere genitori.
    E quanto ai mezzi che veicolano i cosiddetti “meaaggi fuorvianti” ce ne sarebbero tante da dire…Si demonizzano i giochi come si faceva con la scienza ai tempi di Galileo, per il semplice motivo che non si sa di cosa si parla. La televisione italana (tanto per fare un esempio banale) è infarcita di esempi estremamente negativi dal punto di vista sociale – basti pensare alle miriadi di veline e trasmissioni di altissimo livello culturale come Buona Domenica – e la violenza di cui viene morbosamente fatta mostra nei telegiornali è molto peggio di un qualsiasi gioco o film, perchè è reale.
    Eppure non sento mai nessuno dire che bisognerebbe vietare la televisione. Non percepite anche voi un filino di mancanza di obiettività?
    Purtroppo il capro espiatorio lo si deve cercare sempre e comunque…è accaduto ai film dell’orrore, alla musica metal, oggi tocca ai videogiochi e domani chissà a cosa altro.
    Perchè queste polemiche insensate abbiano fine sarebbe necessaria una presa di coscienza da parte dalla collettività sui problemi davvero seri, ma sfortunatamente non vedo molto senso di responsabilità nelle persone oggigiorno…

    @ Excel: beata te che tuo padre gioca con te…Io la prima console me la sono vista a casa a 13 anni grazie ad un parente, coi miei che protestavano perchè per loro i giochi sono peggio del demonio… -.- e mai una volta che sia riuscito a convincere i miei a prendere in mano il pad, non c’è verso di farli nemmeno incuriosire.
    Fortuna che prima mi ero comunque sbizzarrito a casa di amici e parenti xD Però anche qua un po’ di chiusura mentale in meno non guasterebbe.

  4. Odino scrive:

    Salve a tutti!
    Concordo con quanto esposto dal supremo Vanna!
    Io come Exel ho avuto la fortuna di avere dei genitori che giocavano con me e mio fratello alle console (ancora ricordo le lunghe partite ad Alex Kid 2 sul Sega Master Sistem 2 XD). E poi anche quando eravano più grandi.
    Certo ci tenevano d’occhio, ci davano delle guide su come giudicare quello che ci veniva posto davanti etc.
    Poi quando siamo diventati grandi ci hanno lasciati liberi di scegliere quello che più ci piaceva.
    I videogiochi dovrebbero essere usati come un qualcosa per divertisi con i figli se possibile, non per liberarsene ed avere un po’ di silenzio per casa!
    Tanto poi dopo se cresce male la colpa è di quello a cui ha giocato il piccolo, perchè gli ha fritto il cervello, non per colpa dei genitori che se ne sono strafregati di tutto…

  5. n_g scrive:

    Ottimo post Vanna! Hai scritto esattamente quello che penso io sulla questione!

    I media…beh, devono sparare sentenze a caso, tanto per far notizia, e soprattutto amano GENERALIZZARE.
    Le bestie di satana esistono perchè esiste la musica metal. Quando si parla di sette non mancano mai riprese a capelloni, borchie e riferimenti a questa musica.
    Così come la violenza giovanile esiste perchè esistono i videogiochi violenti.
    Non vi dico le discussioni con mia madre a riguardo…

    Se un ragazzo viene deviato da un videogioco significa che non ha una mente abbastanza forte da reggere a uno stimolo come questo, di conseguenza NON DEVE GIOCARE A CERTI GIOCHI.
    IO, che mi ritengo una persona moderatamente sana di mente XD, leggo ogni giorno di strani tipi in calzamaglia che volano, si ammazzano tra loro, lanciano raggi dagli occhi ecc, ma chiuso il fumetto mi trovo nella realtà, che so distinguere bene dalla finzione.
    Se uno non è in grado di ciò, ha dei problemi e i genitori devono maggiormente stargli dietro.
    La colpa è quindi dei genitori che stanno sempre meno appresso ai figli, vuoi per lavoro, vuoi per negligenza, c’è sempre meno dialogo e meno attenzioni, tanto, come avete detto, basta parcheggiarli davanti alla tv!
    Però poi ci sono ragazzine che la danno a 13 anni, minorenni che si ubriacano tutti i sabati sera, che spacciano droga, distruggono edifici pubblici e picchiano coetanei per rubare l’iPod. Siamo sicuri che tutto questo sia colpa di musica, cinema e videogiochi?? O sono forse i genitori a non capire un beneamato dei propri figli??

  6. Chris scrive:

    Salve a tutti… scusate se rispondo con un certo ritardo, ma stavo passando la cera al mecha. :P

    Ah… i bei tempi di Postal (1997), Carmageddon (1997), Hooligans: Storm Over Europe (2000). Dieci anni fa, proprio con questi giochi s’inizio a parlare di giochi violenti.

    Doom era del 93, eppure al tempo nessuno disse nulla, abbiamo dovuto aspettare 6 anni, il massacro di Columbine, per sentirsi dire che “i videogiochi sono violenti”.

    Perchè tutto questo? Perchè è più facile dare la colpa agli altri, piuttosto che ammettere di essere stati dei cattivi genitori, di non avere coscienza del pensiero dei propri figli.

    Era il 1983, mio padre si presentò con un C64 sotto il braccio e 2 videogiochi: D-Day e Quixx. Quel gesto mi cambiò la vita! Questo però non credo abbia fatto di me uno psicopatico, anzi… grazie a quel gesto ora ho deciso di intraprendere una delle scelte più importanti della mia vita: sono un informatico. Le volte che mio padre ha giocato con me si contano sulle dita di una mano, ma anche lui negli ultimi anni della sua vita diventò un giocatore (peccato gli piacessero solamente i gestionali tipo Settlers)

    Mi piace giocare con un computer, ascolto metal… anche di quello estremo, gioco ai giochi di ruolo, cosa sono? un pericolo per la società? Può darsi!
    Non voglio fare paragone con le altre forme di intrattenimento: è tutto tempo perso. Qualsiasi forma d’intrattenimento passa sotto la censura, le norme vigenti spesso sono sempre più severe e restrittive e se vogliamo anche bigotte.

    Si parla sempre di come tutelare i propri figli, ma ci si aspetta sempre che lo faccia un altro, con leggi scritte… ignorando quello che è il buon senso.
    Di controsensi in questo mondo ce ne sono davvero tanti, da una parte le leggi cercano di “proteggerci” dalla violenza, dall’altro, le immagini che ci arrivano sono sempre più crude e strazianti (salvo solo il culetto delle veline e le tette delle professoresse dell’eredità, che personalmente mi piacevano parecchio!). In questo idilliaco paradiso, se facciamo un salto al saturn, possiamo tranquillamente comprarci la nostra bellissima copia di Cannibal Holocaust e gustarcelo tranquillamente!

    E’ la nostra società che è violenta. Punto e basta. Siamo noi ad essere violenti, lo siamo sempre stati, dai tempi di Caino e Abele. Non è certo colpa di giochi come Syndicate, ritengo sia molto più violento guardare Porta a Porta piuttosto che giocare alla missione dell’acceleratore atlantico!

    Non ci si può nascondere dietro un dito di fronte a quelle che sono le vergogne più pesanti della società: emarginazione, isolamento, indifferenza, intolleranza, odio, rancore. Purtroppo quando ci si rende conto di queste cose è sempre troppo tardi ed è sempre meglio trovare il capro espiatorio piuttosto che interrogarsi su quanto faccia schifo la società che si nasconde sempre sotto questa maschera di buonismo.

    All’inizio della reply ho ricordato Postal: il nome del gioco è la derivazione del termine “going postal” un termine comune nello slang statunitense per intendere una furia omicida che si scatena all’improvviso da una persona apparentemente normale. Il solo fatto che esiste un termine, vuol dire che una consapevolezza del fatto esiste a livello di cultura, vero?

    Questo perchè? dal 1983 che alcuni impiegati postali, forse a causa dello stress… improvvisamente iniziarono a perdere il lume della ragione, sfogando la propria rabbia sparando sulla gente all’impazzata.

    Altra nota, il termine “going postal” è stato coniato 10 anni dopo i primi eventi, postal (il gioco) è del 97… sono i videogiochi ad essere violenti?
    Credo proprio di si! ;)

    …torno a passare la cera sul mecha! Salutazioni! :P

  7. n_g scrive:

    straquoto Chris e non ho altro da aggiungere :D

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