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Site malefiche, treni mefitici, linee fatiscenti, PORCA TROIA, DOVETE MORIRE TUTTI

Una dovuta premessa: non volevo assolutamente ripartire dopo il nostro breve periodo di fermo con una lamentazione a botta – ho pure in cantiere un post molto più edificante su gamig e next-gen che pubblicherò a breve -  ma il caso questa volta è stato eclatante e merita di essere narrato il prima possibile, tantopiù che non sono stato il solo ad esservi coinvolto ma pure la mia sfortunata consorte, cosa che mi fa girare i coglioni IL QUADRUPLO.
Passo al volo a narrare i fatti; io e la mia ragazza purtroppo abitiamo lontanucci e riusciamo a vederci solo nel week-end e nelle occasioni di festa particolari. Normalmente ci incontriamo a Firenze, ma dato che starsene TUTTI I SANTI FINE SETTIMANA a farsi il solito girettino a cazzo per il centro dopo un po’ trita allegramente i maroni, ecco che abbiamo la brillante idea di incontrarci verso mezzogiorno e prendere verso le 14 una linea per dirigerci verso un cinema multisala, il quale dista pressappoco una mezz’oretta di viaggio dalla stazione ferroviaria. “Evviva” abbiamo pensato entrambi, “finalmente si passa una giornata come si deve senza camminare per delle ore”.
SCIOCCHI. ILLUSI. SIAMO DUE PATETICI PEZZENTI A PENSARE DI POTER FARE I CONTI SENZA CONSIDERARE L’AGGHIACCIANTE ITALICO SISTEMA DEGLI AUTOBUS DI LINEA.
Lei ha controllato sul sito la linea da prendere la sera prima, io chiedo per ulteriore sicurezza al centro informazioni il giorno stesso, tutti ci confermano di prendere la linea 30. Bono, prendiamo ’sta linea 30. Attendiamo fiduciosi l’autobus che arriva puntuale (già qui avremmo dovuto preoccuparci), saliamo, ad un certo punto scopriamo CON ORRORE che la linea in questione NON FERMA DOVE DOVREBBE MA CI TOCCA SCENDERE UN POCO PRIMA PER CAMBIARLA.

Tipica espressione di disappunto

Già qui ho realizzato fino a che punto ci stessimo immergendo negli inferi, dato che la fermata a cui saremmo dovuti scendere era UBICATA IN LUOGO SCONOSCIUTO, SENZA UN CHIARO RIFERIMENTO ALLA LINEA SUCCESSIVA DA PRENDERE, e porcaccialatroiadieva ERAVAMO DI DOMENICA.
Cercare di prendere un autobus di qualunque tipo in un giorno festivo SPECIE NELLE CITTA’ equivale a cospargersi di carne macinata, chiudersi in una gabbia di tigri e sperare di uscirne dopo almeno 12 ore senza graffi. LA PUNTUALITA’ NON ESISTE, GLI ORARI SBALLANO MANCO FOSSERO STATI LA SERA PRIMA IN DISCOTECA. NON CI SI CAPISCE UN CAZZO. E badate che sono anni ormai che prendo stramaledetti autobus per andare in giro, e ancora non ho compreso la logica distorta che regola gli stramaledetti orari dei festivi. SARA’ FORSE PERCHE’ IL TUTTO E’ AFFIDATO AL CASO?
Ancora non ci diamo alla disperazione e controlliamo sul cartellone degli orari come e quando dovrebbe passare il prossimo autobus per portarci a destinazione. Qua facciamo un’altra brillante scoperta, infatti siamo costretti a cambiare di colpo il “portarci a destinazione” col “portarci perlomeno vicini alla destinazione”. Eh già, GUARDACASO le linee nei festivi sembrano misteriosamente EVITARE la via che dovevamo raggiungere. Via per arrivare ad un cazzo di CENTRO COMMERCIALE di fronte al quale è ubicato il cinema in questione.  NEI FESTIVI LA EVITANO. Il tutto ha molto senso, come da italica tradizione, ma ormai ci siamo calati a tutti gli effetti nei panni dei folli eroi di turno che lottano contro un’idra vomitante merda da tutte le sue centomila e più teste (la chiamano SISTEMA CAPITALISTICO, ndr), e decidiamo di arrenderci giammai. Attendiamo quindi fino a che si ferma l’autobus che IN TEORIA ci dovrebbe portare ad una distanza ACCETTABILE dalla meta per poi IN PRATICA chiedere all’autista il quale gentilmente (lo dico, perlomeno lui è stato gentile) risponde:

“Dovete scendere alla fermata di Via xxx, poi percorrete la stradina lì di fronte fino in fondo e svoltate a destra finchè non arrivate alla strada grande, poi la seguite finchè non ci siete.”

IN COSA SI TRADUCE TUTTO CIO’?
Ve lo spiego subito: scendiamo e percorriamo una stradina che passa in mezzo a delle casupole, per poi sbucare in una via un po’ più ampia e al termine della strada (in fondo c’era solo una via chiusa) svoltiamo appunto a destra attraversando un’altra strada in mezzo ai campi, sbucando nel bel mezzo dell’autostrada e dovendo successivamente scenderla tutta, dal passaggio sopraelevato fino all’incrocio sottostante. Complessivamente circa DUE CHILOMETRI DI STRADA A PIEDI, con UN VENTO MALEDETTO CHE MANCO IN SIBERIA, UN FREDDO DELLA MADONNA CHE CONGELAVA ANCHE IL PINGUINO TUX e io che inanellavo CATENE DI BESTEMMIE in modo IMBARAZZANTE. Senza contare gli STRONZI che passando per la strada in macchina DANNO LA STERZATINA A IMBECILLE COME PER FAR FINTA DI INVESTIRCI. RIDENDO.

darkness_rage

Comprensibilimente avrei avuto voglia di manifestare il mio odio per questi esseri subumani nel peggiore dei modi, ma non avendo sfortunatamente a portata di mano nessun pezzo d’artiglieria pesante mi sono dovuto limitare al grido di una serie di coloriti appellativi che vi lascio tranquillamente immaginare. Proseguiamo la nostra camminata in quello che è ormai diventato un pellegrinaggio di dolore, e ancora VENTO, VENTO, UN ALLUCINANTE TORNADO DI BREZZE GLACIALI, e io disgraziato che manco mi ero portato uno straccio di elastico per legarmi la folta massa tricotica (sono capellone e me ne vanto, alla faccia vostra pelati del sabato sera del mio cockring) mi sono trovato in testa qualcosa di più simile ad una paglietta di ferro che a dei capelli. E GIU’ BESTEMMIE, imputando la colpa di tutto ciò al malefico potere ecclesiastico:

razingerfulmini7zh

Ma ecco che finalmente giungiamo a destinazione.
Felicità, gaudio, posso udire i cori di tutti i santi intorno a me che esultano per il cessare del lunghissimo turpiloquio vocale a loro indirizzato finora.
Guardiamo l’orologio: “Ma che ora è?” “Le 16:30 passate”. Buono, ottimo, dobbiamo ripartire intorno alle 18:30 ed ho come l’impressione che non ce la faremo mai a guardarci un film per intero.

“VABBE’. FANCULO DAI. TANTO C’E’ LA SALA GIOCHI E QUEL NEGOZIETTO DI ACTION FIGURE E ROBA VARIA, STAREMO UN PO’ IN GIRO PER LA’.”

E qui qualcuno deve per forza avermi udito chiaramente mentre pronunciavo queste parole. Perchè siamo entrati, abbiamo allungato lo sguardo e il negozietto in questione (il quale per la cronaca ci interessava quasi più del cinema in sè, accidenti agli otaku persi) era chiuso.
CHIUSO.
CHIUSO.

CHIUSOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO!!!!!!!!!

Non c’è immagine che possa descrivere il mio disappunto di fronte a tanta avversa casualità.

Ho uno SCATTO D’IRA, IMPRECO A VOCE ALTA, M’INCAZZO SERIAMENTE. VOLTO LE SPALLE E FO: “Torniamocene a casa.” PERCHE’ SEMBRAVA IMPOSSIBILE, NON CI VOLEVO CREDERE, MI RIFIUTAVO. Il negozio DOVEVA essere aperto. Lei ci era già stata, anche di domenica e festivi, NON AVEVA SENSO CHE FOSSE CHIUSO A MENO CHE NON FOSSE ESPOLOSO L’INTERO IMPIANTO DI AERAZIONE.

Usciamo entrambi, avviliti, sconsolati. Le banalità che ti portano all’esasperazione. Pensiamo di aspettare la sita per un po’ ma fa un freddo boia e tira ancora vento, per cui pensiamo di sfogarci i nervi per qualche minuto alla sala giochi. Dopo un po’ che siamo lì (io mi stavo esaltando a sparare agli zombie col fucile a pompa del cabinato di House Of The Dead 3), notiamo che il negozietto in questione sta aprendo.
AH MA PORCOILCAZZO ALLE 5 PASSATE APRE QUESTO?! Fortuna che eravamo rimasti lì altrimenti tornavamo a casa e ci godevamo un bel viaggio a vuoto! E invece, finalmente qualcosa di positivo accade, ci infiliamo lì e dopo aver ammirato i vari Gundam/Figures vari/Gashapon/Cazzi e mazzi assortiti ce ne usciamo ciascuno con il proprio pupazzetto sottobraccio. Abbiamo pure il tempo di mangiarci qualcosa, che culo, allegria.
Si riparte alla volta di Firenze, stavolta con un autobus di una compagnia diversa il quale una volta tanto fa il suo dovere e ci riporta alla stazione in un colpo solo. Io devo tornare verso casa in treno, e mentre sono in viaggio ho l’ardire di pensare: “Vaben dai, tutto sommato ci siamo ripresi dal nervoso oggi”.

SBAGLIATO CAZZO.

Infatti, siccome io avevo calcolato con una certa precisione l’orario di arrivo e di ripartenza visto che per tornare a casa devo cambiare treno, VUOI CHE LA MERDA DI TRENINO NON ARRIVI ALLA STAZIONE CON QUASI UN QUARTO D’ORA DI RITARDO FACENDOMI PERDERE L’ALTRO CONVOGLIO – L’ULTIMO TRA L’ALTRO – IL QUALE OVVIAMENTE SARA’ PARTITO PUNTUALE ALLA SUA ORA?
MA CERTO CHE NO, MICA POSSIAMO PERDERCI UN’OCCASIONE DI SIFFATTA GHIOTTONERIA PER FAR GIRARE I COGLIONI AL PROSSIMO.
Morale della favola: essendo a piedi m’è toccato chiamare mi pà a casa ALLE 8 E MEZZA DI SERA e fargli percorrere QUARANTA CHILOMETRI per venire a prendermi. Lui era un po’ nervoso, IO ERO INCAZZATO NERO.

Il bello di tutto ciò è che poi la sera a casa mi tocca sentire i discorsi su “noi giovani” che dovremmo lottare per cambiare le cose.

A parte il fatto che nessuno dice mai che siete stati VOI VECCHI (tanto per usare la vostra stessa terminologia intrisa di DISPREZZO) a lasciarci un mondo tanto di merda, si dà il caso che i giovani – come finora asserito – non abbiano nemmeno a disposizione i mezzi funzionanti per spostarsi da un punto A ad un punto B. Capirete che combinare qualcosa di buono in queste disastrate condizioni non è semplice, tralasciando il piccolo dettaglio che QUALUNQUE CITTADINO CHE PROVI AD AVANZARE UNA PROTESTA SENSATA (non le proteste per le riforme fatte DOPO CHE SONO STATE GIA’ APPROVATE, MANNAGGIA ALLA VOSTRA VOGLIA DI FARE UN CAZZO) NON VIENE CAGATO DI STRISCIO.

DI CHI E’ LA COLPA DI TUTTO QUESTO?

Siccome la risposta la sapete già, ANDATEVENE AFFANCULO TUTTI.

4 commenti

  1. Odino scrive:

    Come non quotare!
    Sti treni del cavolo non fanno mai il loro dovere, trasformando dei semplici viaggetti in un’epica Odissea, durante la quale tu inveisci contro tutti gli dei che ti passano per la testa!
    Ci sarebbe bisogno di un radicale cambiamento e di una migliore organizzazione del servizio… ma credo sia più facile vedere un asino che vola.

  2. Matrioska scrive:

    in italia voglia di mogliorare 0.

    la gente e fancazzista fino al midollo…..

    i trasporti pubblici hanno fatto sempre cagare. Ma come reagisce l’italiano medio? “e vabe”. oppure imprecano a dismisura….e basta.

    dall’italia non mi aspetto certo dei miglioramenti, e purtroppo ci tocca sorbire tutto. anche con la buona volonta di cambiare, ci segano le gambe gia in partenza. come si fa dopo a non mandare affanculo qualcuno?

  3. Excel scrive:

    Amore non me lo dire a me … proprio oggi mi hanno fatto la multa xDDD guarda io non sapevo se bestemmiargli in faccia a quel frocio o impalarlo ….

  4. antonio scrive:

    secondo me se stavi a napoli come me, avresti dato fuoco a TUTTI i mezzi pubblici della città.

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