Videogiocatori Moderni
Oggi mentre spulciavo vari siti con le news del giorno, mi imbatto in una notizia che mi ha lasciato abbastanza perplesso.
Questa rivelava che nella fase di testing di Dead Space 2, alcuni testers si sono trovati in difficoltà con degli enigmi proposti dal gioco e per questo è stato deciso di facilitare il tutto, rimuovendoli o semplificandoli.
E quanto mai potevano essere difficili? Beh, la notizia riporta che circa 2-3 persone su 10 rimanevano bloccate e non riuscivano ad andare avanti.
Ora, stiamo parlando di uno sparatutto horror, non di un'avventura grafica vecchio stile. Quanto mai potevano essere complessi questi enigmi? Ma quello che mi chiedo di più: perché i giochi moderni devono essere fatti a prova di idiota?
Che divertimento c'è a trovare la strada sempre diritta, magari segnata anche da una bella freccia che ci indica la direzione da seguire, e il tutto si riduce al solo triturare nemici dal primo all'ultimo livello???
Un gioco così non mi lascia nulla, e quando finisce tornerà a prendere polvere sullo scaffale.
Non voglio fare il nonno scorbutico che si lamenta col classico "ai miei tempi le cose erano meglio", ma qui davvero, stanno togliendo dai titoli attuali la necessità di utilizzare anche in minima parte il cervello per risolvere qualche enigma, e tutto si riduce ad un corridoio pieno di nemici da ripulire (vedi il post sulla sindrome da corridoio).
Chi si ricorda gli enigmi sparsi per le stanze della villa di Resident Evil? O in Silent Hill?
Senza andare a scomodare le vecchie avventure grafiche, Monkey Island su tutti, dove erano il vero punto di forza del gioco;
o la saga di Myst, che riusciva a mettere in crisi per giorni e settimane anche gli avventurieri più esperti!

Addirittura su Silent Hill 2 si poteva scegliere prima di iniziare la partita la difficoltà degli enigmi: se impostata a facile questi erano notevolmente più semplici ed erano presenti degli aiuti. Direi che questa sarebbe la soluzione più equa e accontenterebbe tutti. Tanto quando il lavoro di sviluppo dell'enigma è stato svolto, ci vuol poco a utilizzarlo o meno in base alla difficoltà scelta, e inoltre il lavoro fatto non verrebbe brutalmente cestinato.

Quando ancora internet non era così diffuso, e i giochi erano ben più difficili di oggi, se ci si bloccava si faceva una cosa semplicissima:
cercare nella soluzione come procedere. Spesso era la soluzione allegata ad una rivista, poi sono venuti anche i siti web e i forum, oppure si chiedeva ad un amico; ma in un modo o nell'altro si andava avanti.
Oggi ci sono interi siti web dedicati soltanto alle soluzioni, c'è la possibilità di inserire aiuti in-game come qualche gioco (ma pochi) hanno fatto, c'è di tutto e di più... ma invece si preferisce spianare la strada per rendere il gioco più accessibile al casual di turno, dato che la sola cosa importante per i grandi publisher è vendere, vendere, vendere...
Quindi, se a causa di un 25% di utenti che non riesce a superare un enigma, i giochi devono venire tagliuzzati e semplificati, io direi che 2-3 videogiocatori su 10 dovrebbero cambiare hobby.

gennaio 11th, 2012 - 23:13
Condivido in pieno! mi ricordo con nostalgia quando il “come si fa a passare” diventava anche un motivo per sentirsi, stare insieme con gli amici..
Chiamavo l’amico da me per passare quel punto insieme o così via..
Non so neanche se c’è qualche gioco dove ho più avuto bisogno di aiuto per la difficoltà.. forse qualcosa in Portal.
Comunque credo che sia il prezzo da pagare per i prodotti mainstream. Come i film che non devono essere troppo complessi e farti pensare troppo, se no c’è il rischio che la gente non lo capisca.. Meglio fare lo spiegone, facile facile, e fare trame prevedibili.
Comunque così come nel cinema poi si è affermato con prepotenza il settore indie come posto dove si fa davvero film d’arte, credo che in futuro, dato abbastanza tempo, potrà succedere anche per i giochi.
Alla fine i giochi mainstream saranno sempre facili, come i blockbuster hollywoodiani, ma saranno solo una piccola parte dell’enorme produzione e ci sarà tanto valore di produzione.
gennaio 16th, 2012 - 13:39
Io mi ricorderò per sempre Eyes of the Beholder. Lo spostamento all’interno dei livelli era a griglia, il che mi permetteva di “contare” i passi che facevo nel gioco. Da questo facevo intere mappe del gioco, con tanto di legenda e item trovati, porte segrete, chiavi per proseguire.
E il giorno dopo a scuola lo confrontavo con i miei compagni, migliorandolo.
Bei tempi cavolo. Il gaming da qualche anno ormai (parecchi direi) sta cambiando, e noi non possiamo farci nulla. Troveremo senz’altro giochi moderni che ci daranno soddifsazione, ma mai come una volta…è triste ma dobbiamo rassegnarci, sperando che ogni tanto qualcuno ci faccia un bel regalo riproponendo qualcosa di moderno ma con meccaniche di 10 anni fa.
E qui, ringrazio gli sviluppatori di SS3.
gennaio 16th, 2012 - 13:46
Kaywen, ti ricordi com’era frustrante e punitivo invece UFO: Enemy Unknown?
Io mi ricordo che quello era il gioco strategico a turni più difficile di sempre, se non pianificavi correttamente spostamenti, base e ricerca e sviluppo il Game Over era una costante.
Non è un caso che è diventato una pietra miliare del genere.
gennaio 17th, 2012 - 14:16
Purtroppo devo ammettere di non aver mai giocato a quel titolo, ma da quel che leggo in giro, mi sono perso qualcosa di bello…magari riesco a rimediare con dosbox
gennaio 17th, 2012 - 17:27
Boh, io ho giocato al primo Dead Space ed era bello sì ma scorreva dritto e liscio come l’olio. E non penso proprio che gli sviluppatori abbiano voluto inserire chissà quale gargantuesco arcano da superare in questo secondo episodio, anzi.
Sul serio, mi domando cosa farebbero queste persone se fossero alle prese con gli indovinelli dei primi Silent Hill, anche se probabilmente a certa gente basterebbe il Professor Layton per uscire di senno. No, non è veramente giusto che si debba piallare la difficoltà di gioco per venire incontro a 3 beoti. Come ha detto Fede, certa gente dovrebbe solo cambiare hobby.