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	<title>Il Circolino dei Nerd &#187; Spunti di riflessione</title>
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		<title>Videogiocatori Moderni</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Jan 2012 22:05:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fedexx2</dc:creator>
				<category><![CDATA[Decline of Videogaming]]></category>
		<category><![CDATA[Spunti di riflessione]]></category>
		<category><![CDATA[Videogiochi]]></category>
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		<description><![CDATA[Oggi mentre spulciavo vari siti con le news del giorno, mi imbatto in una notizia che mi ha lasciato abbastanza perplesso. Questa rivelava che nella fase di testing di Dead Space 2, alcuni testers si sono trovati in difficoltà con degli enigmi proposti dal gioco e per questo è stato deciso di facilitare il tutto, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi mentre spulciavo vari siti con le news del giorno, mi imbatto in una notizia che mi ha lasciato abbastanza perplesso.</p>
<p>Questa rivelava che nella fase di testing di Dead Space 2, alcuni testers si sono trovati in difficoltà con degli enigmi proposti dal gioco e per questo è stato deciso di facilitare il tutto, rimuovendoli o semplificandoli.</p>
<p>E quanto mai potevano essere difficili? Beh, la notizia riporta che circa 2-3 persone su 10 rimanevano bloccate e non riuscivano ad andare avanti.</p>
<p><img class="aligncenter size-large wp-image-1861" title="ds2sudoku" src="http://www.circolinodeinerd.net/wp-content/uploads/2012/01/ds2sudoku-500x368.jpg" alt="" width="500" height="368" /><span id="more-1860"></span>Ora, stiamo parlando di uno sparatutto horror, non di un'avventura grafica vecchio stile. Quanto mai potevano essere complessi questi enigmi? Ma quello che mi chiedo di più: perché i giochi moderni devono essere fatti a prova di idiota?<br />
Che divertimento c'è a trovare la strada sempre diritta, magari segnata anche da una bella freccia che ci indica la direzione da seguire, e il tutto si riduce al solo triturare nemici dal primo all'ultimo livello???<br />
Un gioco così non mi lascia nulla, e quando finisce tornerà a prendere polvere sullo scaffale.</p>
<p>Non voglio fare il nonno scorbutico che si lamenta col classico "<em>ai miei tempi le cose erano meglio</em>", ma qui davvero, stanno togliendo dai titoli attuali la necessità di utilizzare anche in minima parte il cervello per risolvere qualche enigma, e tutto si riduce ad un corridoio pieno di nemici da ripulire (vedi il post sulla <a title="Sindrome Da Corridoio" href="http://www.circolinodeinerd.net/2011/09/01/sindrome-corridoio/" target="_blank">sindrome da corridoio</a>).</p>
<p>Chi si ricorda gli enigmi sparsi per le stanze della villa di <strong>Resident Evil</strong>? O in <strong>Silent Hill</strong>?<br />
Senza andare a scomodare le vecchie avventure grafiche, <strong>Monkey Island</strong> su tutti, dove erano il vero punto di forza del gioco;<br />
o la saga di <strong>Myst</strong>, che riusciva a mettere in crisi per giorni e settimane anche gli avventurieri più esperti!</p>
<p><img class="aligncenter size-large wp-image-1862" title="tSoMI_SE_01" src="http://www.circolinodeinerd.net/wp-content/uploads/2012/01/tSoMI_SE_01-500x375.png" alt="" width="500" height="375" /><br />
Addirittura su<strong> Silent Hill 2</strong> si poteva scegliere prima di iniziare la partita la difficoltà degli enigmi: se impostata a facile questi erano notevolmente più semplici ed erano presenti degli aiuti. Direi che questa sarebbe la soluzione più equa e accontenterebbe tutti. Tanto quando il lavoro di sviluppo dell'enigma è stato svolto, ci vuol poco a utilizzarlo o meno in base alla difficoltà scelta, e inoltre il lavoro fatto non verrebbe brutalmente cestinato.</p>
<p><img class="aligncenter size-large wp-image-1863" title="29989.silent-hill-2-director039s-cut.jkkzi_jpg_640x360_upscale_q85" src="http://www.circolinodeinerd.net/wp-content/uploads/2012/01/29989.silent-hill-2-director039s-cut.jkkzi_jpg_640x360_upscale_q85-500x303.jpg" alt="" width="500" height="303" /></p>
<p>Quando ancora internet non era così diffuso, e i giochi erano ben più difficili di oggi,  se ci si bloccava si faceva una cosa semplicissima:<br />
cercare nella soluzione come procedere. Spesso era la soluzione allegata ad una rivista, poi sono venuti anche i siti web e i forum, oppure si chiedeva ad un amico; ma in un modo o nell'altro si andava avanti.</p>
<p>Oggi ci sono interi siti web dedicati soltanto alle soluzioni, c'è la possibilità di inserire aiuti in-game come qualche gioco (ma pochi) hanno fatto, c'è di tutto e di più... ma invece si preferisce spianare la strada per rendere il gioco più accessibile al casual di turno, dato che la sola cosa importante per i grandi publisher è vendere, vendere, vendere...</p>
<p>Quindi, se a causa di un 25% di utenti che non riesce a superare un enigma, i giochi devono venire tagliuzzati e semplificati, io direi che 2-3 videogiocatori su 10 dovrebbero cambiare hobby.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Warning: Fumetti e VG</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Nov 2011 20:50:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Odino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[Spunti di riflessione]]></category>
		<category><![CDATA[Videogiochi]]></category>
		<category><![CDATA[Vita vissuta]]></category>
		<category><![CDATA[Fumetti]]></category>

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		<description><![CDATA[Quello di cui voglio parlarvi oggi è del legame che ormai da qualche anno c'è tra il mondo del videogame e dei fumetti. Io sono un amante di entrambi, e ci sono titoli che considero delle vere e proprie opere d'arte. Ma non è per fare elogi che sono qua, ma per mettere i puntini [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quello di cui voglio parlarvi oggi è del legame che ormai da qualche anno c'è tra il mondo del videogame e dei fumetti.<br />
Io sono un amante di entrambi, e ci sono titoli che considero delle vere e proprie opere d'arte.</p>
<p>Ma non è per fare elogi che sono qua, ma per mettere i puntini sulle 'i' e per fare delle critiche a come secondo me alcune case produttrici stanno gestendo le cose.</p>
<p><span id="more-1747"></span>Ormai sono anni che leggo fumetti, e posso dire di avere una cultura decente su di essi. Non ottima, ne buona. Decente.<br />
Lo stesso dicasi per i VG.</p>
<p>Da un po' di tempo a questa parte si stanno ampiamente diffondendo appunto tra i più giovani (ebbene si, non mi considero più un giovincello) fumetti (manga e non) e videogiochi. Le case produttrici si ritrovano quindi tra le mani un'enormità di fan che comprano i loro prodotti.<br />
Prendiamo ora tutti i VG che riguardano lo sport, simulatori di guida o di volo e simili e buttiamoli via! Concentriamoci su quelli che hanno una "trama" vera e propria, e che possiamo veramente definire tale.<br />
Sto parlando cioè di quei titoli che <strong>Ti Restano Impressi</strong>. Perchè sono belli. Perchè sono avvincenti. Perchè i personaggi e la storia non sono stati scritti da uno scemo che si tirava su le strisce pedonali con il naso.<br />
Sono questi i giochi che ti rigiocheresti a non finire.<br />
E sono anche quelli che portano un videogiocatore ad <strong>affezionarsi</strong> ad una serie. Ecco, teniamoci bene a mente il termine affezionato, perchè sti stronzi si approfittano proprio di questa cosa.</p>
<p>La stessa cosa vale per i fumetti.<br />
Negli anni ho letto moltissima roba, e ho notato che con i fumetti si ha ancora di più il senso della <strong>Fidelizzazione</strong> di un lettore: il lettore si affeziona ad un personaggio, ad una particolare testata fumettistica. E difficilmente poi se ne separa. E questo per le case editrici vuol dire che ha un certo numero di persone che stabilmente compra i suoi fumetti, e che quindi fornisce soldini sonanti alle sue casse.</p>
<p>Si sta notando una sempre più vistosa intromissione del mondo fumettistico nel mondo dei VG, e viceversa: se prima i titoli videoludici ispirati ad un fumetto erano pochi ora cene sono molti di più, e ci sono anche molti fumetti ispirati a personaggi dei VG.<br />
Vi posso dire che all'inizio di tutto ciò ero molto contento di questa ampia intromissione. Chi non ha mai pensato "Cavolo!?! Quando ho finito di giocare a X non sono stati svelati tutti i particolari! Come vorrei poter approfondire un po' questa o quella cosa..."  (nota: questa è una versione molto più addolcita della cosa, perchè di solito quando mi capitavano certe cose cominciavo a tirar giù le divinità più disparate), oppure chi non ha mai desiderato poter impersonare in un VG i propri eroi/personaggi preferiti... ecco coloro che non hanno mai pensato ciò possono smettere di leggere qua!<br />
So bene di cosa parlo perchè anche io ho desiderato le stesse cose: mi sarebbe sempre piaciuto poter sapere e forse leggere qualcosa di più riguardo alle storie di video game come <strong>Legacy Of Kain</strong>, oppure ho sempre sognato di poter un giorno utilizzare i miei super eroi in qualche gioco d'avventura.<br />
E quanto questo è poi accaduto, la mia reazione interiore è stata: <strong>WOW!</strong> (no, non World Of Warcraft...)<br />
Poi mi son purtroppo reso conto che non tutto quello che luccica è oro...</p>
<p>Facciamo un esempio: quando i titoli videoludici presi dai fumetti erano più rari erano forse un pelino più "elaborati" e ricercati per l'epoca, ma erano anche ben fatti e divertenti (Marvel Vs Capcom vi dice nulla?).<br />
Ora invece c'è una tale abbondanza di questi titoli che nel marasma generale è diventato più difficile trovare un titolo ottimo.</p>
<p>L'impressione che ho è che le case produttrici non sempre si impegnano a fornire un prodotto di qualità, un prodotto che dovrebbe soddisfare il suo affezionato e fedele cliente.<br />
Perchè il punto è questo: tutti cercano di sfruttare il più possibile l' "affetto" di un lettore/giocatore per la serie (fumettistica o videoludica che sia) per spingerlo a comprare un prodotto che alla fine non aggiunge nulla di più alla storia, o che effettivamente sarebbe anche del tutto superfluo. Il più delle volte peggiora anche la situazione.<br />
Però c'è chi lo compra anche per il solo fatto di "voglio avere la collezione completa di tutto quello che riguarda X". Siamo fan. Siamo collezionisti (o anche "accumulatori automatici di oggetti che hanno una qualche correlazione tra loro"). Sono sensazioni con le quali più o meno tutti abbiamo a che fare.</p>
<p>Però tanto per farvi qualche esempio di quello che mi è capitato per le mani:</p>
<ul>
<li>Il fumetto di <strong>God Of War</strong>: chi non conosce GOW! Il titolo che era GOW ancora prima che lo fosse Gears Of War. Considero la serie di God Of War una delle più belle (sia per la trama che per il tipo di game play, e poi Kratos è Kratos).<br />
Ho avuto il dispiacere di leggere il fumetto ispirato alle vicende di Kratos, e ne sono rimasto deluso. Non aggiunge nulla. Non migliora la trama o lo status del personaggio. Insomma da evitare, anche perchè sarebbero alla stregua di "soldi spesi male".</li>
<li>Il fumetto di<strong> Gears Of War</strong>: qua ho voluto fare una cosa diversa. Mi sono letto il fumetto senza giocare il gioco (anche se da quello che ho potuto vedere da vari filmati, e me lo hanno confermato chi lo ha giocato, è narrato abbastanza bene, e ha una buona trama... insomma i personaggi e tutto il contorno non sono banali). Ed anche qua il fumetto non mi ha convinto. Forse per il fatto che non conosco approfonditamente i personaggi... ma non mi ha ispirato più di tanto. Tanto spara spara... ma poi alla fine cosa ti resta?</li>
<li>Il fumetto di <strong>World Of Warcraft</strong>: posso solo partire con <strong>OMG</strong>. Già non mi piace il VG, ed il fumetto mi è piaciuto ugualmente poco. Anche se poi alla fine, non era così malvagio come pensavo. Se lo si prede come una semplice storiella fantasy a se stante diciamo che la cosa può anche stare in piedi.</li>
</ul>
<p>Per non passare da quello che è di parte, che parla male solo dei fumetti ispirati ai VG ora facciamo qualche esempio anche dal versante opposto!</p>
<ul>
<li>Il gioco <strong>X2 - Wolverine's Revenge</strong>: dio mio! Ancora piango a ripensare all'obrobrio che era quel gioco. Poco avvincente, narrato male. Insomma da evitare! Anche perchè tutti coloro che l'avevano comprato perchè gli piaceva il personaggio di Wolverine penso siano rimasti molto delusi.</li>
<li>Il gioco di<strong> SpiderMan [1,2,3]</strong>: questi sarebbero titoli ispirati ai film di Spiderman... Ma credo che per transitività il paragone si possa fare e mantere valido lo stesso. Perchè ebbene si! Anche questi sono dei prodotti non all'altezza del personaggio che utilizzano.</li>
<li>I giochi di<strong> Dragon Ball</strong>|<strong>Naruto</strong>|<strong>Bleach</strong>|<strong>One Piece</strong>: tanto per fare dei nomi famosi. Prendente un manga di successo per la sua epoca. Un manga che nonostante tutto abbia una <em>buona</em> storia. Un manga in cui ci siano anche diversi combattimenti (necessariamente spettacolari con tecniche al limite del comprensibile dell'immaginabile e del realizzabile). Fateci sopra un picchiaduro. Quello che otterrete è una mandria di ragazzini che comprano il suddetto VG solo perchè sono appassioanti del manga. Ma il prodotto non sempre sarà all'altezza (e anche qua parlo per esperienza vissuta) della saga di origine. Ci sono anche titoli videoludici di questo tipo che sono molto belli e ben fatti, che valgono sicuramente l'acquisto, ma purtroppo la maggior parte, per me, non arriva a soddisfare gli standard necessari a poterli definire "dei buoni giochi".</li>
</ul>
<p>Potrei portare altri esempi, ma meglio continuare con il discorso.</p>
<p>Quello che voglio dire è che tentano di sfruttare i fedelissimi (e con sfruttare intendo spremere fino all'ultimo cent) per fargli comprare quante più cose possibili che siano marchiate con il nome del loro titolo preferito! Per loro siamo polli da spennare, nulla di più nulla di meno.<br />
Come ho detto poco fa: se una persona si è affezionata/fidelizzata ad una certa serie, sarà poi sicuramente invogliata a comprare altri prodotti collegati alla sua serie preferita (pensate solo ad immaginare quante persone possono aver comprato il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ocarina_of_Time_Manga">manga di Zelda</a> solo perchè porta tale nome...)<br />
Un fedelissimo di Naruto comprerebbe anche una m@@@a gigante con sopra lo stemma del villaggio della foglia!<br />
Ok che i soldi uno li spende come vuole, ma il discorso che voglio fare io è diverso!<br />
Prendiamo ancora come esempio il merchandising di WOW: sorvolando su magliette, action figure, so che ci sono anche carte da gioco collezionabili, fumetti, manga e romanzi.<br />
Il manga di WOW mi pare anche di averlo comprato. Ho avuto anche il [dis]piacere di leggere qualche volume del fumetto di WOW, anche se poi alla fine non è risultato poi così male. Mi pare che in italia siano usciti qualcosa come 12 numeri, il che vuol dire che in america la saga è durata per qualcosa come 2 anni!<br />
Come ha fatto a durare 2 anni? Il fumetto secondo me non era così bello e ben fatto da portare una serie a durare 24 numeri circa. E allora come ha fatto? Me lo sono chiesto anche io, fino a quando pochi minuti dopo mi sono ricordato che ci sono MILIONI di persone che giocano a WOW, milioni di persone che mensilmente pagano l'abbonamento al gioco. E sicuramente molte di queste hanno comprato il fumetto sul loro <strong>MMORPG</strong> preferito (c'è addirittura chi lo chiama "The Game" quindi fate voi).<br />
Se si ha un bacino d'utenza del genere con tantissime persone che sono dei fan sfagatati (<strong>fanboy</strong>), è chiaro che anche se il prodotto non è discreto (aka: vi stanno rifilando un pacco!) avrà sicuramente un successo enorme. Mi correggo: anche se il prodotto sarà una m@@@a lo compreranno sicuramente e avrà lo stesso un ENORME successo.<br />
E se ne sentite parlare bene (nonostante poi effettivamente vi farà piangere per la vergogna di averlo comperato) è perchè troverete sempre moltissime persone che l'hanno comprato e che difenderanno con orgoglio il loro oggetto del desiderio!</p>
<p>Io però penso questo: se le case produttrici investono soldini sonanti in un progetto legato ad un loro titolo di punta (e spendono più di quanto si pensi), e tanto che sono li a mettere mano alla storia, al design, al game play (nel caso di in VG), dico io...  <strong>quanto c@@@o vi costa rendere il tutto più appetibile, meglio realizzato e quindi più godibile per quel povero pollo del vostro cliente che già due mesi prima dell'uscita ha cancellato tutti gli appuntamenti che aveva per poter andare a comprare il tanto agognato fumetto/VG e quindi farvi intascare altri soldi</strong>?<br />
Anche perchè uno lo si può fregare una, forse due volte "rifilandogli una sola" (scusate se è troppo dialettale), ma poi il cliente lo si perde, almeno su quel ramo del merchandising. E perdere clienti NON è MAI un bene!<br />
Il vero affezionato, se vede che il prodotto parallelo non lo soddisfa (o gli "rovina il personaggio tanto amato"), non solo non lo compra più, ma dopo si innesca una reaziona catena per cui potrebbe non comprare nemmeno i titoli successivi per paura di un'altra sola!<br />
Nota: in queste poche righe io mi riferivo a quelle persone che hanno sempre un minimo di cervello accesso e funzionante anche quando si parla di quello che più adorano, e sono disposti a vedersi arrivare anche delle critiche e non solo feedback positivi a tutti i costi. I fanboy all'ennesima potenza vanno ignorati.</p>
<p>Comunque vi parlo di ciò perchè a me è successo qualcosa di simile: ricordo che aspettavo con ansia il gioco Wolverine's Revenge. Però avevo anche dei dubbi. Fortuna vuole che per scarsi fondi (eccicredo! Se li spendevo tutti in fumetti come facevo a comprarmi i VG XD) non l'ho preso subito, ma ebbi modo di prenderlo diverso tempo dopo ed usato (o in prestito non ricordo). E vi posso dire che ne rimasi quasi schifato.<br />
E da li in poi ho deciso che avrei valutato 100 volte prima di comprare un VG tratto da un fumetto (anche perchè 40€ non si trovano per terra!).<br />
Lo stesso dicasi per il fumetto di God of War: essendo preparato grazie all'esperienza avuta con il gioco di Wolverine ed il manga di WOW, mi sono deciso a farmi prestare il primo numero, dopo aver letto il quale ho saggiamente deciso che non l'avrei mai comprato con i miei soldini.<br />
E ora che vado spesso in fumetteria mi sono ritrovato davanti fumetti sui VG più disparati (prima ho mensionato i due GOW, WOW, ma ci sono anche Dante's Inferno e Assassin Creed), e quando li vedo si accende nella mia mente un'allarme che fa "stare alla larga: pericolo!".<br />
E questo non mi pare giusto! Perchè avrebbero la possibilità di darci qualcosa di buono invece delle solite robacce.</p>
<p>Non dico che non siano nate opere valide da questa collaborazione.<br />
Per farvi qualche esempio:</p>
<ul>
<li><strong>VG -&gt; Comics</strong><br />
<strong>Halo</strong>: anche qua credo che le presentazioni siano evitabili. Su Halo c'è molto più di quanto uno possa pensare: romanzi, enciclopedie, cortometraggi animati, fumetti, graphic novel. Io mi fermo a parlare di fumetti e alle graphic novel per ora. I giochi di Halo sono... <strong>C@@@O</strong>! Quando giocai il primo Halo ero sbalordito. E sono stati capaci di aggiungere, capitolo dopo capitolo,  elementi narrativi che l'hanno reso un ottima serie a tutti gli effetti.<br />
E devo dire che i fumetti, per quanto non eccelsi in se per se, secondo me valgono l'acquisto! Sono tra forse i più bei fumetti ispirati ad un VG che ho letto. Sono disegnati abbastanza bene, lo stile narrativo è molto buono, e mostra lati della storia che non dispiacciono. Anzi, danno un pizzico in più proprio per assaporare meglio la storia narrata nei VG.</li>
<li><strong>Comics -&gt; VG</strong><br />
<strong>Marvel Ultimate Alliance</strong>: il gioco è una delle migliori unioni tra le storie fumettistiche della [Casa delle idee] Marvel: un gioco "semplice" ma ben strutturato e giocabile. Ma quella che è bella è anche la trama: intricata, piena di eventi inaspettati e svolte improvvise, proprio come sono i fumetti della Marvel. Piace proprio perchè è come se mentre si gioca si stesse leggendo un fumetto: lega tutto e tutti, portando il giocatore ad impersonare in maniera efficace e divertente i propri eroi preferiti, così come ad incontrare moltissimi personaggi più o meno noti, e fargli visitare moltissimi dei lughi che un lettore Marvel conosce bene! (E per i marvel fan: pensate che nel gioco hanno messo anche dei what-if, quindi a seconda degli vostre azioni durante il gioco il finale racconterà delle cose leggermente diverse! <img src='http://www.circolinodeinerd.net/wp-includes/images/smilies/icon_razz.gif' alt=':P' class='wp-smiley' /> )<br />
Mi è piaciuto così tanto che da qua ho ricominciato a sperare in una migliore unione tra videogiochi e fumetti. Certo graficamente poteva essere fatto molto meglio, come anche il gameplay poteva essere reso un pelo più fluido secondo me.<br />
Nota: sempre per restare in tema Marvel, mi pare di aver ricevuto pareri positivi su alcuni degli ultimi VG usciti, che a quanto pare hanno sia una bella trama che un buon comparto tecnico: mi pare che ci siano un paio di titolo molto buoni su Spiderman, poi Marvel Ultimate Alliance 2. Sui giochi dei film non mi sono informato, scusate.</li>
<li><strong>Comics -&gt; VG</strong><br />
<strong>Martin Mystere</strong>: forse sono uno dei pochi a cui è piaciuto questo titolo videoludico, ma sia per il fatto che è tutto italiano, sia per il fatto che amo il personaggio a cui si sono ispirati, ho trovato il gioco molto ben fatto. Certo bisogna essere amanti delle avventure grafiche e del fumetto, se no sono soldi buttati via.</li>
</ul>
<p>La speranza di avere dei prodotti decenti quindi c'è, e credo che ci meritiamo di avere qualcosa di decente tra le mani, considerando tutti i soldi che diamo a queste industrie dell'intrattenimento.<br />
Anche perchè, in una società come la nostra, dove videogiochi e fumetti sono considerati sempre più alla stregua di "divertimenti da bambini" e da tenere d'occhio o censurare (perchè troppo violenti, perchè insegnano cose sbagliate, etc. Sempre le solite cose insomma), il fatto di avere prodotti scadenti è una beffa in più, perchè se già quello che abbiamo è risicato perchè ci devono rifilare anche qualcosa di brutto?<br />
Temo però che i fanboy siano talmente tanti, che anche se il prodotto non è decente alla fine le case produttrici avranno sempre il loro ritorno economico.<br />
Forse è per questo che non si impegnano a fare roba decente? Se fare un prodotto buono costa 1000 e farne uno pessimo costa 10, ma se ne vende sempre la stessa quantità... voi cosa fareste?<br />
Tutti mirano a far soldi c'è poco da fare...<br />
Io però sono sempre alla ricerca di quei puntini luminosi in questo mare di scura melma maleodorante in cui navighiamo.</p>
<p>Ho visto che ci dovrebbe essere a giro i fumetti di Dante's Inferno, Assassin's Creed, Starcraft e pure di Devil May Cry. Voi che dite? Li comprerò o non li comprerò?</p>
<p>Vorrei concludere dicendo che il mio non è un monito del tipo "non comprate" ma più che altro "valutate" con attenzione quello che vi propongono, perchè troppo spesso sento commenti di "bimbetti" (non solo di età, ma purtroppo anche di mentalità nonostante siano anni che sono cresciuti fisicamente) che si comprerebbeo veramente delle cagate solo perchè hanno il marchio del loro fumettino preferito. E se a un bimbetto gli può anche andare bene di avere tra le mani qualcosa non propriamente eccellente, chi è più "maturo" e pretende di più riceverà sicuramente un duro colpo.<br />
Valutiamo, compriamo e critichiamo, perchè dato che siamo noi che spendiamo soldi meglio pretendere almeno qualcosa di bello!<br />
Perchè ho la speranza (forse utopica e vana, ma sperare fa bene alla salute) che se compramio solo la roba fatta bene alla fine smetteranno di proporci delle cagate.<br />
Ma temo che i fanboy ci batteranno sempre e che quindi i cambiamenti saranno fatti con passi piccolissimi.</p>
<p>Spero di non avervi annoiato.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Caro DRM ti cracco&#8230;</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Sep 2011 07:28:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vanna</dc:creator>
				<category><![CDATA[Spunti di riflessione]]></category>
		<category><![CDATA[Console]]></category>
		<category><![CDATA[PC]]></category>
		<category><![CDATA[Pirateria]]></category>

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		<description><![CDATA[...così mi distraggo un pò. Lungi da me scrivere un post d'incitamento alla pirateria digitale (che è una pratica illegale tengo a precisare), mi viene da pensare: coloro che là fuori vogliono monetizzare a tutti i costi i videogiochi si stanno facendo prendere un po' troppo la mano con l'accusare tutti quei pazzi scariconi, i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>...così mi distraggo un pò.</p>
<p>Lungi da me scrivere un post d'incitamento alla pirateria digitale (che è una pratica <span style="text-decoration: underline;">illegale</span> tengo a precisare), mi viene da pensare: coloro che là fuori vogliono monetizzare a tutti i costi i videogiochi si stanno facendo prendere un po' troppo la mano con l'accusare tutti quei pazzi scariconi, i quali si permettono di aprire certi programmi che consentono di avere a portata di click un sacco di materiale.</p>
<p>Questi signorotti difensori della legalità (merce rara di questi tempi ormai) non hanno ben compreso il pubblico a cui devono essere vendute queste opere d'intrattenimento. O perlomeno,  qualcuno ha capito come affrontare il mercato, altri invece fanno orecchie da mercante e se ne fregano. Ma andiamo con ordine.<span id="more-1236"></span></p>
<div id="attachment_1272" class="wp-caption aligncenter" style="width: 410px"><img class="size-full wp-image-1272" title="You Are A Pirate" src="http://www.circolinodeinerd.net/wp-content/uploads/2011/09/You-Are-A-Pirate.jpg" alt="You Are a Pirate" width="400" height="299" /><p class="wp-caption-text">Ecco un pericolosissimo scaricone che sta per premere il tasto sinistro del mouse su un link farlocco. (C) LazyTown Entertainment</p></div>
<p>Quando si affronta un discorso del genere dobbiamo tenere presente un singolo aspetto cruciale: per quanto siamo appassionati di musica, film, libri, videogiochi, etc dobbiamo ricordarci che dietro ad ogni produzione ci sono delle persone che vi hanno lavorato dietro ed altre che hanno messo i <cite title="Quattrini, Vil Denaro">dindini</cite> necessari per far sì che esso fosse realizzato. Nessuno nega che le persone che hanno passato il loro tempo a creare un prodotto debbano essere pagate per poter andare avanti, è il nostro sistema, così funziona e va bene (più o meno). Ciò che mi fa rabbia (e anche ad altri utenti) è che, purtroppo, i videogiochi sono uno di quei media che consentono ai publisher di spolpare ben benino gli utilizzatori finali.</p>
<p>Le armi di questo svenamento selvaggio essenzialmente sono le solite: prezzo alto del prodotto all'uscita, pagamento salato dei contenuti aggiuntivi (spesso inutili) e, ultimamente fuori dal contesto dei MMORPG, costi di abbonamento esorbitanti. I produttori non esitano mai a congegnare nuove soluzioni su come accaparrarsi i nostri sudati soldi in cambio del fantomatico "entertainment" che tanto ci diverte e ci fa passare il tempo, ma a volte certe soluzioni fanno proprio ridere i polli. Uno su tutti, e questo te lo mettono compreso nel prezzo tra l'altro, è la questione DRM.</p>
<p>Non sapete cosa vuol dire DRM? Ve lo spiego io:</p>
<div id="attachment_1297" class="wp-caption aligncenter" style="width: 410px"><img class="size-full wp-image-1297" title="Content Protection" src="http://www.circolinodeinerd.net/wp-content/uploads/2011/09/content_protection.png" alt="Content Protection" width="400" height="255" /><p class="wp-caption-text">Uno schemino essenziale sul Drm. Sì, imparatevi un pò l&#39;inglese, che male non vi fa. (C) xkcd.com</p></div>
<p>Citando wikipedia:</p>
<blockquote><p>Con <strong>Digital Rights Management</strong> (<strong>DRM</strong>), il cui significato letterale è "gestione dei diritti digitali", si intendono i sistemi tecnologici mediante i quali i titolari di diritto d'autore (e dei cosiddetti diritti connessi) possono esercitare ed amministrare tali diritti nell'ambiente digitale, grazie alla possibilità di rendere protette, identificabili e tracciabili le opere di cui sono autori.</p>
<p>I DRM sono spesso chiamati "filigrana digitale", in quanto le informazioni nascoste che vengono aggiunte ai file hanno lo scopo di regolamentarne l'utilizzo, come la filigrana delle banconote che ne impedisce la falsificazione.</p>
<p>Tramite i DRM, i file audio o video vengono codificati e criptati in modo da garantire una più difficile diffusione, impedimenti all'utenza e consentirne un utilizzo:</p>
<ul>
<li>limitato (ad esempio solo per determinati periodi di tempo o per determinate destinazioni d'uso);</li>
<li>predefinito nella licenza d'accesso fornita (separatamente) agli utenti finali.</li>
</ul>
<p>I file così prodotti portano con sé le diciture di copyright, e possono essere arricchiti con altre informazioni, come immagini, biografia degli autori, collegamenti, ecc. L'accesso ai contenuti da parte degli utenti finali avviene secondo procedure di profilazione e autenticazione che permettono di distribuire i file richiesti nelle modalità previste dalla licenza sottoscritta dall'utente.</p>
<p>L'attivazione di un codice seriale, che corrisponde al costo di licenza, era una modalità di difesa del diritto d'autore, più facile da violare rispetto ai sistemi di DRM. La validazione del codice può avvenire direttamente sul computer oppure con un collegamento ad Internet al sito del produttore; per molti programmi esistono dei keygen, categoria di programmi che generano un seriale valido per sbloccare altri software. Dall'esame di molti seriali di un dato prodotto, si riusciva interpolare e ricostruire l'algoritmo di generazione dei codici, tenuto segreto dal produttore.</p>
<p><a title="DRM su Wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Digital_rights_management" target="_blank">Fonte</a></p></blockquote>
<p>In pratica ogni editore che si rispetti può "lucchettare" con sistemi più o meno liberticidi i prodotti che le software house sviluppano con tanta fatica. C'è però un piccolo problema di fondo: se proteggere la propria creazione è un diritto, questo quanto influisce sulla libertà e, più che altro, sull'usabilità da parte dell'utente finale?</p>
<p>Ed è qui che casca l'asino. Una volta per i videogiochi bastava mettere un codice seriale al momento dell'installazione che fondamentalmente serviva per giocare online e un banalissimo <cite title="Controllo del Cd-Rom">cd-check</cite> per capire se il supporto ottico fosse inserito e, chiaramente, originale (non sto a spiegarvi i singoli sistemi di protezione che venivano adottati, magari ne parleremo in un post a parte). Oggigiorno è naturale consuetudine attivare un prodotto tramite il web, previa la registrazione della propria copia del videogioco su PC su un servizio che un publisher sceglie di adottare. Ci sono scelte consapevoli in questa soluzione (leggasi: Steam, anche se purtroppo può includere DRM di terze parti) ed altre totalmente folli.</p>
<p>Quest'ultime si riassumono in un unico nome: <strong>Ubisoft</strong> (ma non sono soltanto gli unici, <span style="text-decoration: underline;">attenzione</span>).</p>
<p>Il publisher qui sopra citato sta recitando una commedia a dir poco drammatica in questo scenario delle protezioni astruse. Per chi non è del settore, nei loro prodotti più recenti l'utente è <span style="text-decoration: underline;"><strong>OBBLIGATO</strong></span> ad avere una connessione ad Internet attiva e costante per poter usufruire anche del Single Player di un videogioco PC. Inutile dire che gli utenti si sono scagliati contro Ubisoft con certo calore e col dente avvelenato, perchè logicamente se il gioco non è orientato al multiplayer selvaggio non ha senso obbligare a comunicare di continuo con i server del publisher. Invece, con la perenne scusa della pirateria digitale, hanno ben pensato d'ideare questo sistema draconiano che, oltre ad essere craccabile come tutte le protezioni, dà soltanto grattacapi e pensieri agli utenti che hanno acquistato regolarmente il prodotto. Infatti, se disgraziatamente i server non rispondono o c'è un'interruzione improvvisa della linea di qualsiasi durata, il vostro gioco si ferma e v'impedisce di salvare fino a che non è stata ripristinata la connessione. Quindi potete immaginarvi il pandemonio di un utente che si trova costretto a smanettare tra registrazioni a <cite title="Numerosi">ventordici</cite> servizi e pregare tutti i santi del paradiso affinchè il collegamento ad internet sia stabile.</p>
<p>E i pirati direte voi? Beh, i pirati in quel caso hanno avuto vita più facile degli utenti che hanno comprato regolarmente la loro copia. Questo è il vero controsenso del DRM progettato da Ubisoft, invece di proteggere dalla pirateria, l'hanno costantemente fiancheggiata, lamentandosi di non vendere grandi numeri di copie nel mercato PC. Grazie al cazzo dico io! Già l'ecosistema computer è complesso di suo per via di tutte le configurazioni possibili e inimmaginabili, se metti questi lucchetti folli la gente è per forza scoraggiata a comprartelo il gioco. Potrebbe essere bello quanto ti pare, ma con questo sistema tutti ne stanno alla larga, c'è poco da fare. Parecchie persone sui forum italiani ed esteri ammettono pure d'aver comprato uno dei giochi del publisher e di averlo craccato per stare tranquilli. Se ci pensate bene, è un clamoroso paradosso.<br />
Oltretutto sta capitando sempre più che Ubisoft stessa rimuova il DRM (o lo alleggerisca) per aver paura di perdere clienti, cito soltanto un paio di testate videoludiche online per farvi capire:</p>
<blockquote>
<h1>Rimosso il DRM dalla versione PC di From Dust</h1>
<p><em>Ora può giocare liberamente anche chi il gioco l'ha pagato</em></p>
<p>La situazione della versione PC di <strong>From Dust</strong> era abbastanza tragica, con i pirati che hanno potuto giocare liberamente sin dal primo giorno di uscita e gli acquirenti regolari che hanno avuto molti problemi causati dal famigerato DRM di Ubisoft.</p>
<p>Ora, finalmente, a tre settimane dall'uscita, il DRM è stato rimosso con una patch, che viene applicata automaticamente avviando il gioco. Sfortunatamente, a parte la protezione, la patch non sistema le altre criticità della versione PC. Beh, è comunque un inizio.<em></em></p></blockquote>
<p>fonte: <a title="Link alla news (Multiplayer.it)" href="http://multiplayer.it/notizie/93035-from-dust-rimosso-il-drm-dalla-versione-pc-di-from-dust.html" target="_blank">multiplayer.it</a></p>
<blockquote>
<h1 id="id_title">Driver allenta un po' il DRM</h1>
<h3 id="id_deck">Ma Ubisoft sembra non voler capire qual è il problema.</h3>
</blockquote>
<div id="id_text">
<blockquote><p>Come ottimamente spiegato da <a href="http://www.rockpapershotgun.com/2011/08/17/ubisoft-listens-barely-changes-driver-drm/" rel="nofollow" target="_blank">Rock, Paper, Shotgun</a>, il publisher <span style="text-decoration: underline;">Ubisoft</span> sembra aver ascoltato le lamentele dei giocatori riguardo al sistema di protezione (meglio noto come DRM) di <strong>Driver: San Francisco</strong>, optando per un "semplice" controllo online a ogni avvio del gioco.</p>
<p>In precedenza Ubisoft aveva annunciato che la versione PC del gioco avrebbe richiesto una connessione a Internet permanente, alla maniera di un MMOG - cosa che ovviamente Driver: San Francisco non è.</p>
<p>L'opinione di Rock, Paper, Shotgun, alla quale sentiamo di uniformarci con tutto il cuore, è che Ubisoft non abbia minimamente capito che così facendo continuerà a vessare i giocatori che vorranno acquistare Driver: San Francisco per PC, rendendo la protezione (o forse sarebbe meglio dire la "punizione") soltanto meno assurda ma non meno stupida.</p></blockquote>
<p>fonte: <a title="Link alla news (Videogame.it)" href="http://www.videogame.it/driver-san-francisco-pc/99359/driver-allenta-un-po-il-drm.html" target="_blank">videogame.it</a></p>
<p>Tutte queste marce indietro mi fanno abbastanza riflettere, considerando che di fronte a tanta cocciutaggine qualche volta allentano un pò la presa. Tuttavia non è sufficiente giustificare questa morbosa ossessione nel proteggere a tutti i costi il proprio prodotto danneggiando l'utente finale, che non vuole avere rogne di sorta. Fin dove i publisher devono spingersi a proteggere i propri investimenti infrangendo la libertà individuale di ogni consumatore?<br />
Probabilmente questa è la domanda del secolo a cui non è facile dare una risposta, visto che oggigiorno è più importante lucrare sulle spalle di chi ha meno per poter arricchire i soliti ignoti. È ancor più difficile mettere in testa a chi produce che se devi vendere qualcosa, questo deve essere meritevole di attenzione e che si distingua dalla massa di prodotti sempre uguali (un esempio? un capitolo a caso di Call Of Duty che tutti comprano a manbassa a 70€ ogni anno) e magari non tutti ammassati in una finestra d'uscita che, secondo me, rasenta la follia. Se ci pensate bene tutte le grosse uscite videoludiche importanti sono sempre fatte alla fine dell'anno. Qualcuno mi spiega come fa una persona a prendersi tutti i giochi che gl'interessano a prezzo di lancio in quel periodo? Semplice: o non li prende tutti, o li prende pochi o in extremis trova metodi alternativi per procurarseli (uno di questi può essere la fantomatica pirateria, o anche più verosimilmente qualcuno che presta il gioco ad un altro o il sempreverde mercato dell'usato) o aspetta che calino di prezzo. Su PC è possibile vendere ancora al giorno dell'uscita, non ci sono dubbi. I pirati esistono pure su console, non è che quelle sono oasi felici intoccabili perchè sono scatole chiuse, anzi. Esistono i blockbuster commerciali e i prodotti belli che vendono tanto pure su PC (Portal 2  o The Witcher 2 sempre come ho detto <a title="Il Gaming su PC è morto!" href="http://www.circolinodeinerd.net/2011/09/02/gaming-pc-morto/" target="_blank">qui</a>) e non hanno sistemi di DRM invasivi, tutt'altro.</p>
<p>Quindi è davvero necessario tutto questo accanimento nei confronti di chi fa campare distributori e sviluppatori?<br />
Attenzione però: c'è anche chi scarica selvaggiamente tutto a prescindere senza acquistare nulla, esistono, non è che tutti sono "pirati in buona fede". Però, <a title="P2P - Chi Scarica Compra (Puntoinformatico)" href="http://punto-informatico.it/3229918/PI/News/p2p-chi-scarica-compra.aspx" target="_blank">ed è sempre più vero</a>, tendenzialmente chi scarica contenuti illegali acquista di più rispetto al consumatore medio, poichè desidera provare quello che vuole comprare. E quali sono i metodi per fare una cosa del genere? Semplice: nel caso dei videogiochi rilasciare una demo che illustri decentemente il prodotto e che non duri soltanto 10 minutini scarsi, perchè non si può valutare in quel tempo un'opera del genere (qualcuno si ricorda <a href="http://www.halflifeuplink.com/" target="_blank">Half-Life: Uplink</a> per caso?)</p>
<p>Ma quando si accenna di produrre una versione dimostrativa tutti si nascondono dietro il ditino dei costi, chissà perchè. Spero solo in cuor mio e di tutti i videogiocatori là fuori che  nel futuro la smettano di propinarci prodotti sempre uguali a costi esorbitanti e con DRM invasivi che vogliono sapere persino quante volte andiamo a pisciare. E voi? Cosa ne pensate in merito a questo spinoso aspetto del nostro hobby preferito?</p>
</div>
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		<title>Decline of Videogaming: Multinazionali cattive e utenti coglioni</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Apr 2011 23:05:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ryuk</dc:creator>
				<category><![CDATA[Decline of Videogaming]]></category>
		<category><![CDATA[Spunti di riflessione]]></category>
		<category><![CDATA[Videogiochi]]></category>
		<category><![CDATA[Fanboys]]></category>
		<category><![CDATA[Playstation]]></category>
		<category><![CDATA[Sony]]></category>

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		<description><![CDATA[Rieccoci di nuovo a voi con un nuovo post dedicato al tema dell'apparente (ma non troppo) declino dell'industria videoludica, tema che sembra destinato a diventare un appuntamento fisso e costante vista la quantità sempre maggiore di notizie ben poco felici che giungono dal mondo sempre più hollywoodiano e scintillante - e per contro sempre più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Rieccoci di nuovo a voi con un nuovo post dedicato al tema dell'apparente (ma non troppo) declino dell'industria videoludica, tema che sembra destinato a diventare un appuntamento fisso e costante vista la quantità sempre maggiore di notizie ben poco felici che giungono dal mondo sempre più hollywoodiano e scintillante - e per contro sempre più marcescente nell'interno - dei videogames.<br />
Tanto per iniziare, il titolo del post è stavolta alquanto eloquente e ben sintetizza la riflessione che intendo fare sul rapporto sempre più ambiguo e talvolta paradossale che intercorre tra i colossi dell'industria del settore e i consumatori finali. La riflessione in questione, neanche a dirlo, trae principale spunto e origine dall'amara vicenda che ha visto negli ultimi tempi la Sony schierata in campo contro l'hacker reo di aver scardinato il sistema di protezione della Playstation 3 e aver indirettamente fornito alla comunità internazionale di cracker la chiave di decrittazione che permette di aggirare le protezioni antipirateria, per poi ritrovarsi contro l'intera organizzazione di hacker conosciuta come Anonymous ed essere finita col <acronym title="PlayStation Network">PSN</acronym> totalmente a terra a causa di un intervento di messa in sicurezza decisamente mal congegnato (per chi non avesse seguito per intero la vicenda consiglio vivamente di documentarsi leggendo <a href="http://anonym.to/?http://www.gamesblog.it/tag/GeoHot" target="_blank">un po' di notizie al riguardo</a>).</p>
<p><span id="more-869"></span>Tanto per essere chiari, ci tengo a dirlo fin da subito: non lo nascondo, io sto dalla parte di Anonymous. Perchè aldilà dell'aver crackato la console e l'aver diffuso le informazioni che permettono di piratare i giochi - cosa che, ricordiamolo, aveva comunque come scopo principale la possibilità di utilizzare homebrew e installare distro Linux sulla console dopo che tale supporto era stato ingiustificatamente rimosso - trovo assurdo e inconcepibile che una multinazionale con a disposizione un conto in banca a 10 zeri si accanisca in modo così brutale su un singolo utente arrivando a chiedere risarcimenti folli, così come trovo insopportabile il fatto che nel ventiduesimo secolo ancora non si sia voluto trovare un compromesso di mercato che permetta agli utenti di provare gratuitamente ciò che si intende acquistare, che riduca i prezzi assurdi del mercato retail (e non solo, anche se nel digital delivery si stanno facendo dei passi avanti) e consenta una libera circolazione e diffusione delle opere d'intelletto in generale. Potete pensarla come volete, ma io continuo a reputare i videogiochi delle forme d'arte e come tali meriterebbero di poter essere diffusi liberamente senza i vincoli spesso assurdi imposti dalle leggi attuali (vi basti pensare che in teoria qualunque supporto vi è concesso solo in licenza, quindi non solo non sareste autorizzati neppure a prestarlo a qualcuno ma di fatto neppure lo possedete) e in un contesto di mercato che non veda il denaro speso dall'acquirente finire per il 90% nelle tasche di chi con la creazione dell'opera acquistata non ha niente a che fare.<br />
Ma non divaghiamo. Fatta questa premessa vediamo di ritornare al caso Sony in sè e per sè, che per quanto eclatante sintetizza benissimo ciò che sta accadendo al mercato e alla sua utenza in generale. È bene specificare che ci tengo a prendere in esame le vicende della casa nipponica non per una questione di <acronym title="Console War">CW</acronym>, dalla quale francamente prendo le distanze più che volentieri, bensì per l'emblematicità che tali vicende hanno nella loro gravità: a meno che non siate dei fanboy che non vedono oltre il logo Sony marchiato sulla propria console (se è questo il caso smettete pure di leggere, se non avete capito finora dubito che lo farete adesso) penso sia impossibile negare che è difficile trovare qualcuno che abbia fatto peggio di loro dal punto di vista del marketing.</p>
<p>Chi segue un minimo le notizie legate al settore dovrebbe sapere bene che la Sony è tutt'altro che immune dalle figuracce, e lo hanno ben dimostrato diverse scelte di mercato imbroccate negli ultimi anni che si sono rivelate ridicole prima ancora che lesive dell'intelligenza dei consumatori, verso i quali il rispetto mostrato dall'azienda è andato via via scemando fino ai risvolti clamorosi denotati dalle notizie delle ultime ore (nel momento in cui scrivo si è saputo da poco che i server Sony <a href="http://anonym.to/?http://www.gamesblog.it/post/24704/playstation-network-offline-nuovi-aggiornamenti-da-sony-ritorno-online-il-3-maggio" target="_blank">mantenevano i dati sensibili dei propri utenti conservati in chiaro</a>). Così abbiamo avuto, più o meno nell'ordine: console non retrocompatibile con i vecchi titoli (caso ps3), rimozione del supporto Linux sbandierato come punto di forza della console, varianti di una singola console (caso psp) quasi una volta all'anno e anch'esse non retrocompatibili dopo l'abbandono del formato <acronym title="Universal Media Disc">UMD</acronym>, <strong>cosa che ha reso necessario acquistare nuovamente i giochi in formato digital delivery</strong>, app store mobile non utilizzabile con lo stesso account utilizzato per il download dei giochi psp <strong>che costringe quindi gli utenti a comprarsi il gioco in dd un'altra volta (!)</strong>, patch per i giochi che hanno compromesso a più riprese le funzionalità online, e oggi dulcis in fundo la chiusura del PSN per far fronte a una falla di sicurezza causata da un custom firmware in grado di "sbannare" le console dal servizio online, con un down dei server che si sta tuttora protraendo da 6 giorni. A far da corollario, il furto dei dati personali di migliaia di utenti a causa di misure di sicurezza scandalosamente inefficienti, che hanno permesso una volta penetrato il firmware della console stessa di avere libero accesso ai server, per non parlare dei già citati dati personali conservati in chiaro. A tutto questo bel bailamme di inefficienza potete pure aggiungere le lamentele di molti sviluppatori che hanno trovato l'architettura della ps3 difficile da programmare e vessata da una progettazione non proprio geniale, più qualche altro strafalcione assortito che probabilmente mi sono dimenticato di scrivere.</p>
<p>A questo punto, dopo aver elencato tutti i disastri sequenziali che l'azienda nipponica ha collezionato viene da porsi una domanda: <em><strong>come reagiscono a tutto questo gli utenti?<br />
</strong></em>Sta qui il nocciolo più doloroso della questione. Malgrado tutto infatti, non solo Sony continua a vendere ma come avviene per qualunque altra piattaforma ci sono ovunque schiere di fanboy incalliti (e lobotomizzati se mi permettete) che non sentono critiche e continuano imperterriti a difendere Sony a prescindere da qualsiasi idiozia commetta. Peccherò un po' di esagerazione, ma in tutta franchezza penso che se una situazione simile si fosse verificata non più di 10 anni fa qualsiasi fanboy, anche il più pazzo, avrebbe finito col voltare le spalle all'azienda. E non credo di discostarmi molto dalla verità se dico che qualunque colosso consolidato del settore, se avesse adottato politiche simili vent'anni or sono, non si sarebbe limitato a chiudere con un bilancio in perdita ma sarebbe andato incontro al fallimento.<br />
E qui torniamo al discorso del declino dell'industria videoludica che parte dal giocatore stesso: se non sono i consumatori a penalizzare un'azienda che mette in atto politiche assurde ed irrispettose dell'utente finale, chi deve pensarci al posto loro? Un qualche ente benefico? Gli Anonymous? Non ci sarà mai hacking che tenga fintanto che la comunità intera di appassionati non prenderà atto delle continue prese in giro di cui è vittima ormai non più inconsapevole ma partecipe, grazie alla ormai radicata mentalità della fedeltà a tutti i costi ad un singolo brand. Perchè ormai è sempre lì che si casca, nel branding. Questo mostro che sembra divorare le menti e trasformare le persone in sacchettini di soldi da svuotare a piacimento.<br />
Sembra che ormai le logiche di mercato che fino a qualche tempo fa erano imposte dal semplice buonsenso si siano completamente capovolte. Un tempo un acquisto era un accordo di fiducia: io cliente compro il prodotto della tua azienda a patto che sia di buona qualità, funzionante e  comprensivo di tutte le garanzie del caso. Se mi trovo bene da te posso fidarmi e acquistare ancora, ed eventualmente instaurare un rapporto di fiducia che duri nel tempo. Adesso è il contrario: io azienda ti vendo il prodotto e tu utente devi prenderlo così com'è, senza garanzie specifiche, se ho voglia ti cambio i termini del servizio di punto in bianco e tu non puoi lamentarti. E se magari mi fai una bella pubblicità con tutti gli altri ti dò pure un biscottino, via. A voi sta bene tutto questo?</p>
<p>Io mi appello a voi, cari utenti: è tempo di capire che le aziende non sono enti benefici nè filantropi pronti a regalarvi intrattenimento per il solo piacere di vedervi contenti e felici. Si può preferire una piattaforma rispetto ad un'altra, ma questo non implica l'accettare passivamente tutto ciò che viene propinato da chi vi vende quella piattaforma solo per dimostrare che è meglio di quella degli altri. Se è così che intendete continuare a ragionare allora aspettatevi ben di peggio di qualche buco di sicurezza e giochi da ricomperare; il grande mercato videoludico è ancora ai suoi albori, e se già agli inizi le aziende realizzeranno di potervi vendere qualsiasi schifezza a patto che ci sia il loro logo sopra state sicuri che non tarderanno a trasformare in schifezza tutto il proprio catalogo. Ragionate un attimo: credete davvero che un'azienda che punta al profitto investirebbe tempo e denaro per proporvi prodotti di qualità se saggiando il mercato hanno già visto che possono proporvi allo stesso prezzo prodotti scadenti, perchè li comprereste comunque?<br />
<strong>Il mercato signori miei funziona come la politica: se il popolo si accontenta della merda ottiene sempre più merda, se invece inizia a pretendere qualcosa di più allora forse può sperare in un miglioramento.<br />
</strong>Quando acquistate una console appena uscita non è alla casa produttrice che dovete badare ma al parco giochi, alla qualità dei servizi offerti e anche al prezzo se volete essere assennati fino in fondo. E in questo devo dirlo, gli utenti che preferiscono il gaming su pc sono decisamente molto più avanti, abituati come sono a doversi scegliere l'hardware. Ma il discorso è universale e vale a maggior ragione per qualsiasi caso in cui non siate soddisfatti di ciò che avete comprato.<br />
<strong>Non dovete giustificare le cialtronate Sony così come non dovete giustificare i drm invasivi come Starforce, Securom o le protezioni Ubisoft, le console di burro Microsoft e la totale mancanza di un hardware competitivo della Nintendo.</strong></p>
<p>Obiettività è la parola d'ordine, e deve esserci sempre e comunque. Le console war fanno bene solo se la gara è a chi offre il migliore dei servizi, non se si gioca a chi vende di più grazie ai giocatori che si accontentano.<br />
È ora di svegliarsi, e questo lo voglio ripetere a tutti i fanboy di questo mondo, di console e non. Altrimenti le vostre piattaforme di gioco diventeranno come i pantaloni firmati: orribili e scomodi, ma pagati un sacco di soldi.</p>
<p><em>Aggiornamento lampo: pare che Sony <a href="http://www.gamesblog.it/post/24700/sony-denunciata-per-la-breccia-nel-psn" target="_blank">si sia beccata una denuncia</a> da parte di un utente irritato dalla mancata messa in sicurezza dei suoi dati. Forse gli utenti non sono ancora rincoglioniti del tutto, anche se come sempre i commenti a queste notizie non mancano di far rotolare inesorabilmente i testicoli al suolo.</em></p>
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		<title>Videogiochi e Violenza: il punto di vista di chi ne usufruisce.</title>
		<link>http://www.circolinodeinerd.net/2008/06/08/videogiochi-e-violenza-il-punto-di-vista-di-chi-ne-usufruisce/</link>
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		<pubDate>Sun, 08 Jun 2008 22:13:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vanna</dc:creator>
				<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[Spunti di riflessione]]></category>
		<category><![CDATA[Videogiochi]]></category>
		<category><![CDATA[Televisione]]></category>
		<category><![CDATA[Violenza]]></category>

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		<description><![CDATA[Premessa: non solo lamentazioni su questo blog, d'altronde non è lo scopo principale raccogliere gli sfoghi. Ma procediamo con l'articolo adesso. Chi come me ha vissuto (e sta vivendo) il mondo dei videogiochi con regolare passione ed informazione, sa bene che almeno una volta nella vita avrà sentito frasi del tipo: "ancora perdi tempo con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Premessa: </strong>non solo lamentazioni su questo blog, d'altronde non è lo scopo principale raccogliere gli sfoghi. Ma procediamo con l'articolo adesso.</em></p>
<p>Chi come me ha vissuto (e sta vivendo) il mondo dei videogiochi con regolare passione ed informazione, sa bene che almeno una volta nella vita avrà sentito frasi del tipo: "ancora perdi tempo con queste cose da bambini?" o "smettila di friggerti il cervello".<br />
Luoghi comuni che oramai sono entrati regolarmente nella nostra vita di tutti i giorni. Nonostante i tempi cambino, ancora oggi si sentono queste frasi verso coloro che ne usufruiscono.<span id="more-69"></span></p>
<p>Questo perchè i Media (la televisione sopratutto, in quanto è il mezzo più diffuso nel nostro paese e nel resto del mondo) ancora dipingono i videogiochi un "passatempo per bambini" ed un mezzo che istiga alla violenza spregiudicata.</p>
<p>Un chiaro esempio di quest'ultima affermazione è "l'attacco" (ma potrebbe persino trattarsi di grande pubblicità per la Rockstar Games)  dei giornalisti sull'uscita di Grand Theft Auto 4 (nominato  "Gran Tèft Oto Fòr" oppure "Gran Tift Auto quattro") da parte dei nostri carissimi telegiornali nazionali (vedere: <a href="http://www.youtube.com/watch?v=W_QNdPcYzPw&amp;feature=related" title="Servizio al TG1 sul lancio di GTA4" target="_blank">TG1</a> <a href="http://www.youtube.com/watch?v=GFdgRXSWyac&amp;feature=related" title="Servizio del TG2 su GTA4" target="_blank">TG2</a> <a href="http://www.youtube.com/watch?v=gQtCpGTjhzg&amp;feature=related" title="Servizio di Studio Aperto su Gta4" target="_blank">StudioAperto</a>).</p>
<p>Tralasciando la qualità delle suddette strisce d'informazione (<u>personalmente</u> Studio Aperto in particolare non è definibile un mezzo per veicolare notizie), si notano generalmente due cose da questi servizi:</p>
<p>1)Il livello di superficialità e disinformazione sull'argomento, limitandosi ad attaccare e sparare a zero, senza cognizione di causa, non sapendo di cosa si tratta.</p>
<p>2)Coloro che scrivono questi servizi definirebbero violento persino il povero Tetris (ma ci pensate? dei blocchi di mattoni che cadono dall'alto nel capo alle persone! VIOLENTISSIMO).</p>
<p style="text-align: center"><img src="http://www.circolinodeinerd.net/wp-content/uploads/2008/06/tetrisviolence.gif" alt="tetrisviolence.gif" /></p>
<p>Io da videogiocatore mi sono sempre chiesto cos'è che spinge tutto questo...una semi-risposta me la son trovata, e tenterò di articolarla.</p>
<p>E' chiaro che vige sul nostro passatempo preferito una grande ignoranza da parte di persone comuni e media, tanto da condannarli nelle situazioni di grande disagio sociale o nel caso in cui vi siano fatti violenti di cronaca (uno su tutti la macabra strage alla scuola superiore di Columbine, tanto per dirne una). Queste considerazioni, in una società che si dovrebbe definire <em>civile, </em>non avrebbero ragione di esistere.<br />
La storia c'insegna che poche cose sono destinate ad andare bene, ma altre non mutano. Pertanto nei tempi moderni, i videogiochi sono, a detta del governo e delle Associazioni megagalattiche rappresentanti famiglie, bambini ed insegnanti, il male più assoluto.<br />
Vengono utilizzati e demonizzati come scaricabarile per celare una tremenda verità.<br />
<strong><u>La negligenza all'educazione dei propri figli.<br />
</u></strong>Di tutte le notizie che si proclamano contro i videogiochi si nota sempre un minimo comun denominatore: lo stato dovrebbe sostituirsi ai genitori, cosa che non può in alcun modo accadere.<br />
Le istituzioni possono dare una mano agli educatori attraverso iniziative magari informandosi riguardante i sistemi di classificazione dei videogiochi, cosa sono, a chi sono indirizzati certi prodotti e cosa vogliono dire i simboli stampati nelle confezioni.<br />
Il nostro (ottimo aggiungerei) sistema di classificazione è il <a href="http://www.pegi.info/it/" title="Pan European Game Information" target="_blank">PEGI</a> (Pan European Game Information) che dà un'idea ai potenziali acquirenti di capire il contenuto dell'opera,  riportando l'età consigliata e la tipologia dei contenuti stessi.<br />
Un genitore dovrebbe avere la premura d'informarsi su cosa guardano i propri figli in televisione (media assai discutibile per il sottoscritto, almeno quella italiana) o su cosa fanno con computer o console, d'altronde farebbe parte del processo di crescita corretto.<br />
Ma evidentemente non è così, tra una cosa e l'altra sembra ci sia sempre meno tempo da dedicare alla prole. Quindi la cosa più facile è quella di parcheggiarli davanti ad una scatola completamente da soli, senza un minimo di giudizio e controllo.</p>
<p>Adesso avrò contato soltanto il ruolo dei genitori (che ritengo fondamentale), ma c'è anche un altro fattore da considerare: la psiche di una persona.<br />
Ognuno di noi reagisce ai vari stimoli che la vita ci propone tutti i giorni in maniera diversa. E' chiaro che un videogioco è un media decisamente più coinvolgente (non sempre comunque) rispetto ad un film, visto che ti trovi ad interagire con esso.<br />
Questo potrebbe a volte condizionare la mente o mettere in testa strane idee, ma è chiaro che si tratta di mancanza di fondamenti, più che colpa del videogioco che l'ha indotto a pazzia o comportamenti strani.<br />
Ma questo sembra non penetrare nei media.<br />
E le polemiche continuano inesorabili, mentre noi, popolo di videogiocatori, imbracciamo il Joypad per fare una semplice partita che non uccide nessuno. Al massimo ci alleggerisce il portafoglio, per portarci ore di sollievo <img src='http://www.circolinodeinerd.net/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /><br />
E il consiglio che dò a tutti i futuri genitori (anche se io non lo sono) è questo: prendete anche voi il pad in mano, giocate insieme ai vostri pargoli e dedicate loro molte attenzioni cercando di indirizzarli sulla buona strada. E' un modo per trovare armonia in famiglia, e conta veramente tanto, molto più di quanto crediate.</p>
]]></content:encoded>
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