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	<title>Il Circolino dei Nerd &#187; Vita vissuta</title>
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		<title>La raccolta di italiotiche cazzate</title>
		<link>http://www.circolinodeinerd.net/2010/02/04/la-raccolta-di-italiotiche-cazzate/</link>
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		<pubDate>Thu, 04 Feb 2010 16:48:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ryuk</dc:creator>
				<category><![CDATA[Idioti]]></category>
		<category><![CDATA[Vita vissuta]]></category>
		<category><![CDATA[italiani]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro infame]]></category>

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		<description><![CDATA[Tutto quello che mi è capitato di sentire dalle bocche dei clienti lavorando nel settore del web hosting.
ATTENZIONE: tutte le affermazioni sono clamorosamente e sfortunatamente autentiche. Non saranno riportati dati o nomi, in fondo siamo umani e rispettiamo l&#8217;integrità altrui, perfino di cialtroni patentati di questo stampo.
 Prego però voi tutti di meditare su quanto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tutto quello che mi è capitato di sentire dalle bocche dei clienti lavorando nel settore del web hosting.</p>
<p><strong>ATTENZIONE: tutte le affermazioni sono clamorosamente e sfortunatamente <span style="text-decoration: underline;">autentiche.</span> Non saranno riportati dati o nomi, in fondo siamo umani e rispettiamo l&#8217;integrità altrui, perfino di cialtroni patentati di questo stampo.<br />
 </strong>Prego però voi tutti di meditare su quanto abbiamo toccato il fondo.<em><br />
<span id="more-40"></span><br />
- &#8220;Mi scusi, mi è scaduto l&#8217;<strong>antispasm</strong>.&#8221;</em></p>
<p><em>- &#8220;Ma se io la sera stacco il computer da internet poi il sito non lo vede più nessuno?&#8221;</em></p>
<p><em>- &#8220;Temo di aver fatto un piccolo guaio.&#8221;</em> (modificando il servizio di un dominio durante il rinnovo, <strong>ha potato completamente i dns dell&#8217;azienda, posta compresa</strong>)</p>
<p><em>- &#8220;Sa, io non so fare il computer.&#8221;</em> (?!)</p>
<p><em> </em><em>- &#8220;Ma secondo lei è meglio il <strong>Linex</strong>?&#8221; </em>(riferito all&#8217;hosting su server Linux, n.d.a.)</p>
<p><em>- &#8220;Ma mi sa dire se su Internet ci sono molti siti come il mio?&#8221;</em></p>
<p><em> &#8211; &#8220;Lei non mi può dire delle password per telefono per la privacy, tutta colpa di Prodi, lei voti Silvio mi raccomando!&#8221; </em>(NO COMMENT)</p>
<p><em>- &#8220;Dal vostro sito ho scoperto che non esisto.&#8221; </em>(si riferiva forse ai dati di registrazione non presenti?)</p>
<p><em>- &#8220;Boh, non mi chieda che cosa ho acquistato, se non lo sapete voi&#8230;&#8221;</em></p>
<p><em>- &#8220;Ma come, il sito lo devo fare io?&#8221;</em></p>
<p><em>- &#8220;Ah, non lo so, io voglio solo fare il sito, non so come si fa, dovete dirmi voi cosa comprare!&#8221;</em></p>
<p><em>- &#8220;Ma il sito sarà in onda per stasera?&#8221;</em></p>
<p><em>- &#8220;Credo di essermi preso un hosting.&#8221; </em>(vuoi chiamare il dottore?!)</p>
<p><em>- &#8220;Ah, quindi lei mi sta dicendo che abbiamo la possibilità anche noi di gestire direttamente il nostro sito.&#8221;</em></p>
<p><em>- &#8220;Ascolti, io sono un programmatore, lo so come si gestisce un sito. Come ha detto che si chiama il sistema operativo?&#8221;</em></p>
<p><em>- &#8220;E&#8217; scaduto il servizio <strong>Miessecul</strong>, ma mi spiega a che serve?&#8221;</em></p>
<p>- (Per mail) <em>&#8220;Il nome a dominio è </em>xxx<em> attendo vostra risposta grazie.&#8221; </em>(e nient&#8217;altro&#8230;)</p>
<p><em>- &#8220;Perchè non mi avete detto che il sito non lo vede nessuno?&#8221; (</em>non era evidentemente indicizzato su Google&#8230;)</p>
<p><em>- &#8220;Ho acquistato il servizio </em>xxx<em> <strong>o simili</strong>, mi spiegate a cosa serve?&#8221;</em></p>
<p><em>- &#8220;Ma se io passo a un hosting Linux dopo non posso vedere il sito perchè ho Windows a casa.&#8221;</em></p>
<p><em>- &#8220;Nel computer di casa mi è entrato un <strong>troiano</strong>.&#8221;</em><em> </em>(geniale. Io già mi immaginavo l&#8217;energumeno con la lancia e tutto che si avventa sull&#8217;apparecchio)<em><br />
 </em></p>
<p>- <em>&#8220;Scusi ma non è possibile che il servizio antivirus sia scaduto, io ho ancora installato l&#8217;antivirus sul pc e funziona.&#8221;</em></p>
<p>- <em>&#8220;La colpa è vostra, siete voi che mi recapitate le e-mail!&#8221;</em> (come dire che se ti arriva un pacco bomba è colpa del postino)</p>
<p><em>- &#8220;Ma insomma, voi cosa vendete che non si capisce?&#8221; </em>(fumo, mi sembra chiaro&#8230;)<em><br />
 </em></p>
<p>- <em>&#8220;Dovete farla finita con tutti questi termini inglesi, hosting, web, windows, traducete in italiano che non si capisce niente!&#8221; </em>(solo per te Windows diventerà <strong>Finestre</strong>, contento? Poi buttatici però.)</p>
<p><em>- &#8220;Penso richiamerò più avanti, altrimenti se mi spiega tutto insieme adesso mi vengono le masturbazioni mentali e non risolvo l&#8217;ambaradan.&#8221; </em></p>
<p>Ma la palma se la aggiudica questa signora, dall&#8217;acume tanto geniale quanto biologicamente improbabile:</p>
<p><em>- &#8220;Aspetti che ho mio marito sul cellulare&#8230; </em>(ci parla)<em>&#8230;no guardi, io non capisco se mi parlate in due, aspetti che <strong>unisco i telefoni così vi parlate tra voi&#8221;.</strong></em></p>
<p>Commentate voi che io non ci riesco.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Non c&#8217;è più il cabinato di una volta.</title>
		<link>http://www.circolinodeinerd.net/2009/08/23/non-ce-piu-il-cabinato-di-una-volta/</link>
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		<pubDate>Sun, 23 Aug 2009 16:34:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vanna</dc:creator>
				<category><![CDATA[Vita vissuta]]></category>
		<category><![CDATA[n3rd]]></category>
		<category><![CDATA[Videogiochi]]></category>

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		<description><![CDATA[Per chi è un po&#8217; grandicello, ciò che sto per raccontarvi non rappresenta un passato troppo remoto.
Tutti coloro che, ahimè, hanno raggiunto i 20 anni e continuano la loro strada verso la vecchiaia, ricorderanno benissimo cosa significava uscire di casa nel dopo cena o dopo pranzo e fare tappa ai bar più vicini.
Per fare cosa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per chi è un po&#8217; grandicello, ciò che sto per raccontarvi non rappresenta un passato troppo remoto.<br />
Tutti coloro che, ahimè, hanno raggiunto i 20 anni e continuano la loro strada verso la vecchiaia, ricorderanno benissimo cosa significava uscire di casa nel dopo cena o dopo pranzo e fare tappa ai bar più vicini.<br />
Per fare cosa dite voi?<br />
Per scroccare una sigaretta e riempirsi di alcol?<br />
Suvvia, non siamo ridicoli.<br />
Per scambiarsi effusioni amorose con la fidanzatina?<br />
Ma quando mai i nerdoloni incalliti sono stati fidanzati in tenera età? (a parte rarissime eccezioni, chiaramente)<br />
<span id="more-475"></span><br />
Di questo passo non c&#8217;arriveremo mai, quindi tanto vale esplicitarlo subito.</p>
<p>La meta agognata del sottoscritto, e di tante persone come me, era quello d&#8217;investigare la sala giochi.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-476" title="salagiochi" src="http://www.circolinodeinerd.net/wp-content/uploads/2009/08/salagiochi.jpg" alt="salagiochi" width="512" height="384" /><br />
Già. Vuoi per non la troppa diffusione in casa di PC e console, vuoi perché ancora la grafica (ai tempi chiaramente) dei videogiochi da sala era stupefacente rispetto ai primi home computer e console (quando ancora non si parlava nemmeno di accelerazione 3d, sia chiaro!) i cabinati dei bar, o per i più fortunati le sale giochi dedicate, erano la manna dal cielo per il nerdolino medio armato di spiccioli.<br />
Ed è lì che spendevo qualche minuto al giorno con le mie fidate 500 lire, inserendo il gettone e iniziando una nuova partita.<br />
Il ricordo che ho sempre è quello della sala giochi relegata in un angolino del bar, con il foglio “Vietato ai minori di 16 anni” attaccato alla parete, la consueta puzza di fumo e quasi sempre poco illuminata, per permettere di concentrarsi e vedere meglio ciò che succedeva sul cabinato, di sfidare sé stessi per vedere con una singola moneta dove si poteva arrivare, per poter provare le ultime novità e via dicendo.<br />
Il suono del cabinato che ti mangiava il gettone era la prassi. I calci erano la prassi. Le incazzature erano la prassi, persino le richieste al barista nel dire “ehi, m&#8217;ha fregato 500 lire!” era la prassi.<br />
Però poi iniziava il momento magico.<br />
<strong>Press Start Button – Credits 01</strong><br />
Da lì il mondo reale cominciava a perdere di significato: la concentrazione, i riflessi e la vista diventavano parte integrante del videogioco a cui ti sottoponevi.<br />
Poteva cascare il mondo, ma dopo aver premuto il magico pulsante del Giocatore 1 esisteva soltanto l&#8217;universo videoludico, fatto di suoni, pixel ed eventi.<br />
Ricordo ancora come eravamo squadrati dagli adulti che puntualmente prendevano il loro caffè: infantili, perditempo, con “soldi da buttare via”. Sembrava che noi teneri videogiocatori in fasce dovessimo essere dei pericoli per questa società, visto e considerato che nei paesi piccoli come il nostro la prassi era iscriversi alla squadretta inutile di calcio locale.</p>
<p>Cosa è rimasto di tutta questa magia oggi?<br />
Sarà che noi nerdolini siamo cresciuti e diventati grandicelli, sarà che l&#8217;hardware ha fatto una grande corsa evolutiva, sarà quel che sarà, ma tutto questo sembra stia svanendo. Oramai nei bar ci trovi soltanto sistematicamente poche cose:</p>
<ul>
<li>Videopoker</li>
<li>Flipper (io personalmente li adoro)</li>
<li>Coin-Op Touchscreen con svariati giochi all&#8217;interno</li>
</ul>
<p>tutto questo rimane. E di sale giochi? Nemmeno l&#8217;ombra (o sono rimaste veramente poche), dove potevi sperare di trovare qualche cabinato più interessante ed articolato. Perchè diciamoci la verità: la bellezza di questi locali era quella di riuscire a trovare il Coin-Op nuovo di zecca di House of The Dead con tanto di pistola o il doppio di Sega Rally per poter gareggiare contro gli amici.<br />
E dire che anche nei paesi piccoli come il mio (10.000 anime circa) di sale giochi ce ne sono state. Un vero peccato, visto che questi locali stanno anche scomparendo con l&#8217;avvento di pc e console sempre più potenti (avrei voluto dire anche ladraggine dei gestori, ma me la risparmio).</p>
<p>E voi? Com&#8217;è iniziata la vostra vita nerdolina in sala giochi? La rimpiangete?</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Site malefiche, treni mefitici, linee fatiscenti, PORCA TROIA, DOVETE MORIRE TUTTI</title>
		<link>http://www.circolinodeinerd.net/2009/01/20/site-malefiche-treni-mefitici-linee-fatiscenti-porca-troia-dovete-morire-tutti/</link>
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		<pubDate>Tue, 20 Jan 2009 18:26:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ryuk</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lamentazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[Vita vissuta]]></category>
		<category><![CDATA[I giovani si fanno i cazzi propri come tutti]]></category>
		<category><![CDATA[italiani]]></category>
		<category><![CDATA[Strazio di vita]]></category>
		<category><![CDATA[Trasporti pubblici del cazzo]]></category>

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		<description><![CDATA[Una dovuta premessa: non volevo assolutamente ripartire dopo il nostro breve periodo di fermo con una lamentazione a botta &#8211; ho pure in cantiere un post molto più edificante su gamig e next-gen che pubblicherò a breve -  ma il caso questa volta è stato eclatante e merita di essere narrato il prima possibile, tantopiù [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">Una dovuta premessa: non volevo assolutamente ripartire dopo il nostro breve periodo di fermo con una lamentazione a botta &#8211; ho pure in cantiere un post molto più edificante su gamig e next-gen che pubblicherò a breve -  ma il caso questa volta è stato <strong>eclatante</strong> e merita di essere narrato il prima possibile, tantopiù che non sono stato il solo ad esservi coinvolto ma pure la mia sfortunata consorte, cosa che mi fa girare i coglioni <strong>IL QUADRUPLO.</strong><br />
<span id="more-162"></span>Passo al volo a narrare i fatti; io e la mia ragazza purtroppo abitiamo lontanucci e riusciamo a vederci solo nel week-end e nelle occasioni di festa particolari. Normalmente ci incontriamo a Firenze, ma dato che starsene TUTTI I SANTI FINE SETTIMANA a farsi il solito girettino a cazzo per il centro dopo un po&#8217; <strong>trita allegramente i maroni</strong>, ecco che abbiamo la brillante idea di incontrarci verso mezzogiorno e prendere verso le 14 una linea per dirigerci verso un cinema multisala, il quale dista pressappoco una mezz&#8217;oretta di viaggio dalla stazione ferroviaria. &#8220;Evviva&#8221; abbiamo pensato entrambi, &#8220;finalmente si passa una giornata come si deve senza camminare per delle ore&#8221;.<br />
SCIOCCHI. ILLUSI. SIAMO DUE PATETICI PEZZENTI A PENSARE DI POTER FARE I CONTI SENZA CONSIDERARE <strong>L&#8217;AGGHIACCIANTE ITALICO SISTEMA DEGLI AUTOBUS DI LINEA.</strong><br />
<strong>Lei</strong> ha controllato sul sito la linea da prendere <strong>la sera prima</strong>, <strong>io</strong> chiedo per ulteriore sicurezza al centro informazioni <strong>il giorno stesso</strong>, <strong>tutti</strong> ci confermano di prendere la linea 30. Bono, prendiamo &#8217;sta linea 30. Attendiamo fiduciosi l&#8217;autobus che arriva <strong>puntuale</strong> (già qui avremmo dovuto preoccuparci), saliamo, ad un certo punto scopriamo CON ORRORE che la linea in questione <strong>NON FERMA DOVE DOVREBBE MA CI TOCCA SCENDERE UN POCO PRIMA PER CAMBIARLA.</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><a href="http://www.circolinodeinerd.net/wp-content/uploads/2009/01/dark-evil-37962.jpg"><img class="size-medium wp-image-166 aligncenter" src="http://www.circolinodeinerd.net/wp-content/uploads/2009/01/dark-evil-37962-300x225.jpg" alt="Tipica espressione di disappunto" width="300" height="225" /></a></strong></p>
<p style="text-align: left;">Già qui ho realizzato fino a che punto ci stessimo immergendo negli inferi, dato che la fermata a cui saremmo dovuti scendere era UBICATA IN LUOGO SCONOSCIUTO, SENZA UN CHIARO RIFERIMENTO ALLA LINEA SUCCESSIVA DA PRENDERE, e porcaccialatroiadieva <strong>ERAVAMO DI DOMENICA.<br />
</strong>Cercare di prendere un autobus di qualunque tipo in un giorno festivo SPECIE NELLE CITTA&#8217; equivale a cospargersi di carne macinata, chiudersi in una gabbia di tigri e sperare di uscirne <em>dopo almeno 12 ore</em> senza graffi. LA PUNTUALITA&#8217; NON ESISTE, GLI ORARI SBALLANO MANCO FOSSERO STATI LA SERA PRIMA IN DISCOTECA. <strong>NON CI SI CAPISCE UN CAZZO. </strong>E badate che sono anni ormai che prendo stramaledetti autobus per andare in giro, e ancora non ho compreso la logica <em><strong>distorta</strong></em> che regola gli stramaledetti orari dei festivi. <strong>SARA&#8217; FORSE PERCHE&#8217; IL TUTTO E&#8217; AFFIDATO AL CASO?<br />
</strong>Ancora non ci diamo alla disperazione e controlliamo sul cartellone degli orari <strong>come</strong> e <strong>quando</strong> dovrebbe passare il prossimo autobus per portarci a destinazione. Qua facciamo un&#8217;altra brillante scoperta, infatti siamo costretti a cambiare di colpo il &#8220;portarci a destinazione&#8221; col &#8220;portarci <strong>perlomeno vicini</strong> alla destinazione&#8221;. Eh già, GUARDACASO le linee nei festivi sembrano misteriosamente EVITARE la via che dovevamo raggiungere. Via per arrivare ad un cazzo di CENTRO COMMERCIALE di fronte al quale è ubicato il cinema in questione. <strong> NEI FESTIVI LA EVITANO.</strong> Il tutto ha molto senso, come da italica tradizione, ma ormai ci siamo calati a tutti gli effetti nei panni dei folli eroi di turno che lottano contro un&#8217;idra vomitante merda da tutte le sue centomila e più teste (la chiamano SISTEMA CAPITALISTICO, ndr), e decidiamo di <strong>arrenderci giammai.</strong> Attendiamo quindi fino a che si ferma l&#8217;autobus che IN TEORIA ci dovrebbe portare ad una distanza ACCETTABILE dalla meta per poi IN PRATICA chiedere all&#8217;autista il quale gentilmente (lo dico, perlomeno lui è stato <strong>gentile</strong>) risponde:</p>
<p style="text-align: left;"><em>&#8220;Dovete scendere alla fermata di Via xxx, poi percorrete la stradina lì di fronte fino in fondo e svoltate a destra finchè non arrivate alla strada grande, poi la seguite finchè non ci siete.&#8221;</em></p>
<p style="text-align: left;"><strong>IN COSA SI TRADUCE TUTTO CIO&#8217;?</strong><br />
Ve lo spiego subito: scendiamo e percorriamo una stradina che passa in mezzo a delle casupole, per poi sbucare in una via un po&#8217; più ampia e al termine della strada (in fondo c&#8217;era solo una via chiusa) svoltiamo appunto a destra attraversando un&#8217;altra strada <strong>in mezzo ai campi, </strong>sbucando <strong>nel bel mezzo dell&#8217;autostrada </strong>e dovendo successivamente scenderla <strong>tutta, </strong>dal passaggio sopraelevato fino all&#8217;incrocio sottostante. Complessivamente circa DUE CHILOMETRI DI STRADA A PIEDI, con <strong>UN VENTO MALEDETTO CHE MANCO IN SIBERIA, UN FREDDO DELLA MADONNA CHE CONGELAVA ANCHE <a href="http://sughero.files.wordpress.com/2007/05/tux.jpg" target="_blank">IL PINGUINO TUX</a> e io che inanellavo CATENE DI BESTEMMIE in modo IMBARAZZANTE. </strong>Senza contare gli STRONZI che passando per la strada in macchina DANNO <strong>LA STERZATINA A IMBECILLE</strong> COME PER FAR FINTA DI INVESTIRCI. <strong>RIDENDO.</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><a href="http://www.circolinodeinerd.net/wp-content/uploads/2009/01/darkness_rage.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-190" title="darkness_rage" src="http://www.circolinodeinerd.net/wp-content/uploads/2009/01/darkness_rage-679x1023.jpg" alt="darkness_rage" width="326" height="491" /></a></strong></p>
<p style="text-align: left;">Comprensibilimente avrei avuto voglia di manifestare il mio <strong>odio</strong> per questi esseri subumani nel peggiore dei modi, ma non avendo sfortunatamente a portata di mano nessun pezzo d&#8217;artiglieria pesante mi sono dovuto limitare al grido di una serie di <strong>coloriti appellativi</strong> che vi lascio tranquillamente immaginare. Proseguiamo la nostra camminata in quello che è ormai diventato <strong>un pellegrinaggio di dolore</strong>, e ancora VENTO, VENTO, <strong>UN ALLUCINANTE TORNADO DI BREZZE GLACIALI, </strong>e io <strong>disgraziato</strong> che manco mi ero portato uno straccio di elastico per legarmi la folta massa tricotica (sono capellone e me ne vanto, alla faccia vostra pelati del sabato sera del mio <strong><em>cockring</em></strong>) mi sono trovato in testa qualcosa di più simile <strong>ad una paglietta di ferro</strong> che a dei capelli. E GIU&#8217; BESTEMMIE, imputando la colpa di tutto ciò <strong>al malefico potere ecclesiastico:</strong></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.circolinodeinerd.net/wp-content/uploads/2009/01/razingerfulmini7zh.gif"><img class="aligncenter size-full wp-image-195" title="razingerfulmini7zh" src="http://www.circolinodeinerd.net/wp-content/uploads/2009/01/razingerfulmini7zh.gif" alt="razingerfulmini7zh" width="252" height="216" /></a></p>
<p style="text-align: left;"><strong>Ma ecco che finalmente giungiamo a destinazione.</strong><br />
Felicità, gaudio, posso udire i cori di tutti i santi intorno a me che esultano per il cessare del lunghissimo turpiloquio vocale a loro indirizzato finora.<br />
Guardiamo l&#8217;orologio: &#8220;Ma che ora è?&#8221; &#8220;Le 16:30 passate&#8221;. Buono, ottimo, dobbiamo ripartire intorno alle 18:30 ed ho <strong>come l&#8217;impressione</strong> che non ce la faremo mai a guardarci un film per intero.</p>
<p style="text-align: left;"><strong>&#8220;VABBE&#8217;. FANCULO DAI. TANTO C&#8217;E&#8217; LA SALA GIOCHI E QUEL NEGOZIETTO DI ACTION FIGURE E ROBA VARIA, STAREMO UN PO&#8217; IN GIRO PER LA&#8217;.&#8221;</strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong></strong>E qui qualcuno deve <strong>per forza</strong> avermi udito chiaramente mentre pronunciavo queste parole. Perchè siamo entrati, abbiamo allungato lo sguardo e il negozietto in questione (il quale per la cronaca ci interessava quasi più del cinema in sè, accidenti agli otaku persi) <strong>era chiuso.</strong><br />
<strong>CHIUSO.<br />
CHIUSO.</strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong>CHIUSOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO!!!!!!!!!</strong></p>
<p><strong>Non c&#8217;è immagine che possa descrivere il mio disappunto di fronte a tanta avversa casualità.</strong></p>
<p><strong>Ho uno SCATTO D&#8217;IRA, IMPRECO A VOCE ALTA, M&#8217;INCAZZO SERIAMENTE. VOLTO LE SPALLE E FO: &#8220;Torniamocene a casa.&#8221; PERCHE&#8217; SEMBRAVA IMPOSSIBILE, NON CI VOLEVO CREDERE, MI RIFIUTAVO. </strong>Il negozio <strong>DOVEVA</strong> essere aperto. Lei ci era già stata, anche di domenica e festivi, NON AVEVA SENSO CHE FOSSE CHIUSO <strong>A MENO CHE NON FOSSE ESPOLOSO L&#8217;INTERO IMPIANTO DI AERAZIONE.</strong></p>
<p>Usciamo entrambi, avviliti, sconsolati. Le banalità che ti portano all&#8217;esasperazione. Pensiamo di aspettare la sita per un po&#8217; ma fa un freddo boia e tira ancora vento, per cui pensiamo di sfogarci i nervi per qualche minuto alla sala giochi. Dopo un po&#8217; che siamo lì (io mi stavo esaltando a sparare agli zombie col fucile a pompa del cabinato di House Of The Dead 3), notiamo che il negozietto in questione <strong>sta aprendo.</strong><br />
<strong>AH MA PORCOILCAZZO ALLE 5 PASSATE APRE QUESTO?!</strong> Fortuna che eravamo rimasti lì altrimenti tornavamo a casa e ci godevamo un bel viaggio a vuoto! E invece, <strong>finalmente qualcosa di positivo accade</strong>, ci infiliamo lì e dopo aver ammirato i vari Gundam/Figures vari/Gashapon/Cazzi e mazzi assortiti ce ne usciamo ciascuno con il proprio pupazzetto sottobraccio. Abbiamo pure il tempo di mangiarci qualcosa, che culo, allegria.<br />
Si riparte alla volta di Firenze, stavolta con un autobus di una compagnia diversa il quale<strong> una volta tanto </strong>fa il suo dovere e ci riporta alla stazione in un colpo solo. Io devo tornare verso casa in treno, e mentre sono in viaggio ho l&#8217;ardire di pensare: &#8220;Vaben dai, tutto sommato ci siamo ripresi dal nervoso oggi&#8221;.</p>
<p><strong>SBAGLIATO CAZZO.</strong></p>
<p><strong>Infatti</strong>, siccome io avevo calcolato con una certa precisione l&#8217;orario di arrivo e di ripartenza visto che per tornare a casa devo cambiare treno, VUOI CHE LA MERDA DI TRENINO NON ARRIVI ALLA STAZIONE CON QUASI UN QUARTO D&#8217;ORA DI RITARDO FACENDOMI PERDERE L&#8217;ALTRO CONVOGLIO &#8211; <strong>L&#8217;ULTIMO TRA L&#8217;ALTRO</strong> &#8211; IL QUALE OVVIAMENTE SARA&#8217; PARTITO PUNTUALE ALLA SUA ORA?<br />
<strong>MA CERTO CHE NO, MICA POSSIAMO PERDERCI UN&#8217;OCCASIONE DI SIFFATTA GHIOTTONERIA PER FAR GIRARE I COGLIONI AL PROSSIMO.</strong><br />
Morale della favola: essendo a piedi m&#8217;è toccato chiamare mi pà a casa ALLE 8 E MEZZA DI SERA e fargli percorrere QUARANTA CHILOMETRI per venire a prendermi. Lui era un po&#8217; nervoso, IO ERO INCAZZATO NERO.</p>
<p>Il bello di tutto ciò è che poi la sera a casa mi tocca sentire i discorsi su &#8220;noi giovani&#8221; che dovremmo lottare per cambiare le cose.</p>
<p style="text-align: left;"><strong>A parte il fatto che nessuno dice mai che siete stati VOI VECCHI (tanto per usare la vostra stessa terminologia intrisa di DISPREZZO) a lasciarci un mondo tanto di merda, si dà il caso che i giovani &#8211; come finora asserito &#8211; non abbiano nemmeno a disposizione i mezzi funzionanti per spostarsi da un punto A ad un punto B. Capirete che combinare qualcosa di buono in queste disastrate condizioni non è semplice, tralasciando il piccolo dettaglio che QUALUNQUE CITTADINO CHE PROVI AD AVANZARE UNA PROTESTA SENSATA (non le proteste per le riforme fatte DOPO CHE SONO STATE GIA&#8217; APPROVATE, MANNAGGIA ALLA VOSTRA VOGLIA DI FARE UN CAZZO) NON VIENE CAGATO DI STRISCIO.<br />
</strong></p>
<h2><strong>DI CHI E&#8217; LA COLPA DI TUTTO QUESTO?</strong></h2>
<p><strong>Siccome la risposta la sapete già, ANDATEVENE AFFANCULO TUTTI.<br />
</strong></p>
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		<title>L&#8217;Educazione sul posto di lavoro PORCAMADO&#8217;.</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Oct 2008 13:23:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vanna</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Esiste da quando è comparso l&#8217;uomo in questo sudicio mondo, un istinto animale che più animale non si può.
E&#8217; quel sentimento che ci porta allo stesso livello delle bestie, ai più bassi livelli dove la dignità e l&#8217;umiltà si sgretolano di fronte all&#8217;ignoranza e all&#8217;arroganza.
Io, scioccamente, credevo che con l&#8217;evoluzione della specie umana certi atteggiamenti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Esiste da quando è comparso l&#8217;uomo in questo sudicio mondo, un istinto animale che più animale non si può.<br />
E&#8217; quel sentimento che ci porta allo stesso livello delle bestie, ai più bassi livelli dove la dignità e l&#8217;umiltà si sgretolano di fronte all&#8217;ignoranza e all&#8217;arroganza.<br />
<span id="more-100"></span>Io, scioccamente, credevo che con l&#8217;evoluzione della specie umana certi atteggiamenti e certi comportamenti, sopratutto in un luogo di lavoro dove ci si trova <em><strong>PURTROPPO</strong></em> ad interagire con sacchi di carne ambulanti, fossero scomparsi col tempo.<br />
No, cazzo, assolutamente no.<br />
Se lo stracazzo di cavernicolo aveva ragione a comportarsi come un rozzo barbaro, in quanto non dotato nemmeno di una forma di linguaggio decente, oggi trovo irrimediabile la mancanza dell&#8217;educazione.<br />
Ma nà roba del tipo: o sei educato o sparisci da questo mondo, senza riserve.<br />
L&#8217;educazione, questa sconosciuta fregna partorita dalla schizofrenia al contrario della coercizione della mente umana è merce sempre più rara di questi tempi.<br />
Il petrolio continuerà a salire di prezzo.<br />
I generi alimentari stanno rincarando.</p>
<p align="center"><strong>MA EVIDENTEMENTE IL PREZZO DELL&#8217;EDUCAZIONE E&#8217; ALLE STELLE, IN QUANTO QUESTA NON CE L&#8217;HA PROPRIO NESSUNO.</strong><br />
<strong>MANCO TE CRISTO, CHE TU MI FISSI DA QUELLA CAZZO DI NUVOLETTA LASSÙ.<br />
MA NON TE NE FO UNA COLPA, NON MI PASSA PER L&#8217;ANTICAMERA DEL CERVELLO, ALTRIMENTI SAREI STUPIDO, ANCHE SE IL SOLO FATTO DI ESSERE UMANO E&#8217; INDICE DI IMBECILLAGGINE.</strong></p>
<p align="center"><img src="http://www.circolinodeinerd.net/wp-content/uploads/2008/10/fuck_you.jpg" alt="tastiera.jpg" height="205" width="205" /></p>
<p align="left">Evidentemente le madri di questi soggetti hanno particolari tendenze a cacare figlioli con testa fallica e dotati di un cervellino alquanto fine alla rigettazione delle buone maniere.</p>
<p align="left">E come d&#8217;altronde si nota, io <strong>M&#8217;INCAZZO.</strong><br />
IL RISPETTO PORCAMADO&#8217;, L&#8217;EDUCAZIONE PORCAMADO&#8217;. IL GESU&#8217; CRISTO IN TERRA PORCAMADO&#8217;.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Educazione e formalità</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Sep 2008 09:16:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ryuk</dc:creator>
				<category><![CDATA[Idioti]]></category>
		<category><![CDATA[Spunti di riflessione]]></category>
		<category><![CDATA[Vita vissuta]]></category>
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		<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Parlando un attimo di me &#8211; non è un impeto di egocentrismo, mettete giù quei coltelli e ascoltate &#8211; posso dire di essere una persona dotata di una spiccata tendenza all&#8217;esame attento di fatti, situazioni e comportamenti (a volte perfino troppo). E nella mia incessante quanto spesso frustrante analisi della mentalità collettiva ho notato una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Parlando un attimo di me &#8211; non è un impeto di egocentrismo, mettete giù quei coltelli e ascoltate &#8211; posso dire di essere una persona dotata di una spiccata tendenza all&#8217;esame attento di fatti, situazioni e comportamenti (a volte perfino troppo). E nella mia incessante quanto spesso frustrante analisi della mentalità collettiva ho notato una particolare tendenza nell&#8217;atteggiamento dell&#8217;individuo giovane medio (ATTENZIONE: non solo truzzo) verso i propri simili, coetanei e anche non. Questa tendenza si manifesta nel ben poco signorile nonchè spesso fastidioso e cafone rivolgersi agli estranei dando del tu o <strong>PEGGIO, </strong><em><strong>facendo l&#8217;amicone come se si conoscesse l&#8217;altro da una vita.</strong></em><br />
Premetto che non mi piace fare il bacchettone a tutti i costi. E&#8217; ovvio che se siamo tra amici e qualcuno mi presenta un altro ci si dà del tu senza problemi. Sono le cosiddette situazioni informali, e così dev&#8217;essere. Ma il caso è ben diverso quando per un qualsiasi motivo ci si rivolge ad un perfetto sconosciuto in mezzo a una via, in un bar, o in situazioni affini. Mi dispiace, ma non si può addurre come pretesto il fatto che i due individui sono (o meglio <strong>PAIONO</strong>, perchè non si può sapere a priori l&#8217;età dell&#8217;altro) coetanei. Cosa vuol dire? Che siamo ancora tutti dei ragazzini? Persone che a vent&#8217;anni e rotti si comportano come se ci si trovasse costantemente in mezzo a una scolaresca denotano solo ed esclusivamente due cose: <strong>immaturità e maleducazione fuor di modo.</strong> Considerando oltretutto che spesso questi soggetti tendono a rivolgersi come nulla fosse a persone ben più anziane di loro senza far mostra di un minimo di rispetto. Io sarò vecchio nei costumi, ma questa stramaledetta e dilagante filosofia dello &#8220;stare amici di tutti&#8221; non la digerisco assolutamente.<span id="more-128"></span><br />
Non può mancare l&#8217;esemplificazione del <u>caso tipico</u>: ti trovi in un bar da solo, tranquillo, degustando un gelato e approfittando del momento di relax per riflettere sui tuoi problemi quotidiani. Finito il gelato, ti alzi per andartene e per giustamente non ingombrare oltre con la tua presenza, tranquillo e senza sospettare in cattivi incontri. Illuso. Non fai in tempo ad arrivare vicino al banco che ti si para davanti un individuo <strong>brutto</strong> e <strong>malvestito</strong>, con l&#8217;aria alticcia e i pantaloni <strong>al di sotto delle natiche</strong> come da regola. Dapprincipio neppure lo consideri, ma egli con ostentata cafonaggine prende fiato, e intontendoti con un pestifero afrore alcolico (all&#8217;una del pomeriggio, andiamo bene) ha l&#8217;ardire di rivolgersi a te proferendo le seguenti parole:</p>
<p><em><strong>&#8220;Oh, bbello, cheppercaso c&#8217;hai da accendè?&#8221;</strong></em></p>
<p>Si innalza all&#8217;istante il livello di fastidio. Tu mantieni la calma, in fondo la domanda che ti ha rivolto è assolutamente innoqua. Rispondi a tono e con freddezza:</p>
<p><em><strong>&#8220;No, sono spiacente ma non fumo.&#8221;</strong></em></p>
<p>Poteva concludersi lì. Potevi andartene e lasciare che questa persona scivolasse via dalla tua esistenza senza lasciare una sola traccia. Ma no. Non vi è tranquillità per chi lavora e fronteggia notte e giorno l&#8217;armata dei perditempo. Il soggetto ha un lampo negli occhi, sei suo ormai, è desideroso di infastidirti più che può. E prontamente risponde a sua volta con parole in grado di far saltare i nervi al Mahathma Ghandhi in persona:</p>
<p><em><strong>&#8220;Ah no? Peccato&#8230;Nopperchè sai, uno come te sembra proprio uno che fuma.&#8221;</strong></em></p>
<p>Scatta l&#8217;allarme. L&#8217;<acronym title="Absolute Terror Field">AT-Field</acronym> si innalza a livelli <strong>pericolosi.</strong> Nella mente si propagano domande senza risposta: <em>&#8220;Chi è questo individuo?&#8221; &#8220;Che cazzo vuole da me?&#8221; &#8220;Come si permette questo cialtrone?&#8221;</em> Fino alla categorica conlusione:<em> &#8220;Devo distruggerlo.&#8221;<br />
</em>In 5,5 decimi di secondo elabori una risposta <em><strong>secca</strong></em> che lascia lo scomodo interlocutore esterrefatto:</p>
<p><em><strong>&#8220;Mi scusi, prego? Cosa intende dire? Non mi pare di averle dato tutta questa confidenza. Ci conosciamo forse?&#8221;</strong></em></p>
<p>Sei stato educato. Hai fatto mostra di signorilità, che non è roba da spocchiosi come tutti erroneamente credono. Ed hai ottenuto il tuo intento: <strong><em>lo hai distrutto</em>.<br />
</strong>Osservi l&#8217;espressione della sua faccia <strong>distorcersi</strong> in un misto sgradevole tra l&#8217;inebetito e il terrorizzato. I tuoi occhi lo fissano, tranquilli ma implacabili. Percepisci chiaramente <strong>il boato</strong> del piccolo mondo all&#8217;interno della sua mente che <strong>collassa</strong> e <strong>si distrugge</strong>, <strong>ANNIENTATO </strong>da una reazione a lui sconosciuta che provoca uno sconquasso Lowecraftiano nel suo essere, poichè posto di fronte ad un concetto assolutamente ignoto: <strong><em>la superiorità del contegno intelligente sull&#8217;ignoranza animalesca.</em></strong><br />
Il tutto accade in una frazione di secondo, ma lascia segni indelebili: il malcapitato non sa come reagire, e farfuglia:</p>
<p><em><strong>&#8220;Oh. Ah&#8230;Ma&#8230;Ohè&#8230;Scusa eh&#8230;Che c&#8217;hai?&#8221;</strong></em></p>
<p>Tu ti sei già stancato. Ti sei anche divertito nel constatare quanto fragili siano le architetture che sorreggono una mente inferiore, ma adesso basta. Non puoi permetterti di perdere altro tempo, e fai l&#8217;unica cosa sensata; te ne vai sancendo la tua vittoria:</p>
<p><em><strong>&#8220;Nulla. Pretendo solo educazione dalle persone. Conpermesso.&#8221;</strong></em></p>
<p>L&#8217;individuo resta alle tue spalle, distrutto, sconfitto. Balbetta qualcosa, ma tu non lo ascolti: sono parole vuote. Ti allontani, austero e nervoso, con l&#8217;amara consapevolezza di avere ancora una volta ragione nel giudicare il mondo. E non è una cosa piacevole.</p>
<p>Io non trovo nulla di bello nello sfoggiare di continuo ignoranza. La mancanza di un minimo di educazione è già una cosa brutta di per sè, ma quando vedi che dando del lei a persone che non conosci scateni reazioni di panico, comprendi quanto grave sia la situazione. Di fatto basta reagire con freddezza senza comportarsi da cretini per diventare una bestia strana e pericolosa agli occhi del giovinastro medio. E la cosa davvero pessima è che questo genere di atteggiamenti si riscontra dappertutto, anche in occasioni che richiederebbero un contegno superiore alla norma. Non solo nei tanto additati giovani, ma anche in persone che ormai di giovane hanno solo la dentiera appena comprata.<br />
Non ci credete? Vi bastino un paio di esempi classici: una volta se ad un matrimonio o ricevimenti simili qualcuno si lasciava scappare delle uscite poco felici, lo si guardava storto ed in silenzio, e lo si zittiva. Oggi <em>ci si ride sopra</em>. Ci si <strong>deve </strong>ridere sopra. Si sente questa necessità stupida dettata dalla malsana regola citata poc&#8217;anzi del &#8220;tutti amiconi&#8221;. E la serietà e il rispetto vanno a farsi benedire. Per non parlare dei funerali, vero spettacolo di ipocrisia e maleducazione (ho avuto di recente un lutto in famiglia, quindi permettete che <strong>so</strong> di cosa sto parlando); non si mantiene più il rispettoso silenzio per il defunto. <strong>No</strong>. <em>Si fa salotto dentro la camera ardente</em>. Ci si scambiano commenti sul capellone di turno vestito di nero (indovinate chi è il fortunato ad essersi trovato suo malgrado star della serata?), tralasciando oltretutto il fatto che vestirsi di nero a un funerale <strong>dovrebbe essere la prassi</strong>, invece di arrivare con completini <strong>GIALLO SGARGIANTE INGIOIELLATO</strong> come qualcuno. Questo lo si definisce rispetto. Io rabbrividisco e basta.</p>
<p>Tanto per aggiungere carne al fuoco, posso dire che dovendo per lavoro rispondere spesso ad uno stramaledetto telefono, ho imparato cosa voglia dire parlare con persone che si ascoltano solo per sè e non mostrano alcun rispetto verso l&#8217;interlocutore. Esperienze che inevitabilmente si rivelano frustranti, nonchè inconcludenti ai fini del proprio lavoro.<br />
Io ho analizzato i fatti, ho tratto le mie conclusioni e so oramai come fronteggiare certe spiacevoli situazioni senza troppi problemi. Ma ancora non sono arrivato a comprendere cosa da principio possa aver scatenato la propagazione di tanto pestilenziale marciume nelle menti delle persone. E&#8217; strano, è troppo strano, pur considerando i vari fattori ambientali e sociali, che si sia arrivati ad una tale sottospecie di inciviltà. Di norma un minimo di rispetto è radicato nell&#8217;individuo per sua stessa natura. Oppure non è più così? Che la specie umana si sia involuta in uno stadio di massificata ignoranza, preludio di una fine che si avvicina? D&#8217;altronde non l&#8217;ho detto io ma la scienza: l&#8217;intelligenza media dell&#8217;uomo sta calando drasticamente. Credo che dovremmo interpretare tutto questo come un segno.</p>
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